Cave solem in mensis erratibus, evita il sole nei mesi che hanno la lettere erre cioè ianuarius, februarius, martius, aprilis, september, october, november, december. Questo motto latino sintetizza i dati dell’osservazione (observatio et ratio) secondo cui l’eccessiva esposizione solare in questi mesi può causare o aggravare malattie in atto. Un altro motto latino, in medio veritas, la verità sta nel mezzo, potrebbe essere considerato una precisazione del precedente perché, se riferito all’esposizione solare, ci indica che l’esposizione solare moderata può in realtà avvenire in tutti i mesi dell’anno. Naturalmente i proverbi latini non erano riferiti a malattie che potevano colpire la pelle ma a malattie dell’organismo in generale.

 

Oggi sappiamo che la luce solare è indispensabile per il benessere fisico e psichico dell’organismo. A dimostrazione di questo si può menzionare l’altissima incidenza di forme depressive presenti presso le popolazioni nordiche che possono usufruire di pochissime ore di luce nell’arco della giornata.

 

Per quanto riguarda la pelle le attuali conoscenze ci indicano che l’esposizione moderata ai raggi solari può avvenire in tutti mesi dell’anno salvo la presenza di particolari situazioni patologiche quali lo xeroderma pigmentoso.

 

L’esposizione giornaliera ai raggi solari è addirittura indispensabile nei primi due anni di vita dei bambini se non si vuole incorrere nel rischio di insorgenza di rachitismo. Il rachitismo è una malattia delle ossa dovuta alla carenza di vitamina D. Normalmente la vitamina D non viene introdotta con la dieta ma viene sintetizzata a partire da un precursore che si trova nella pelle con reazione fotosintetica che avviene con l’esposizione della pelle ai raggi solari. La mancata esposizione ai raggi solari nei primi due anni di vita può provocare carenza di vitamina D e quindi rachitismo.

 

Gli individui con cute, capelli e occhi chiari sono i più vulnerabili all’azione dannosa dei raggi solari perché nella loro pelle c’è una quantità di melanina inferiore rispetto agli individui con cute scura. La melanina è quella sostanza che fa assumere alla pelle il colore scuro e funge da fattore protettivo nei confronti dei raggi solari. Questi individui dovrebbero limitare l’esposizione solare soprattutto nelle ore centrali della giornata nelle quali il sole colpisce la pelle con più efficacia al fine di limitare la possibilità di insorgenza di tumori cutanei e in particolare del melanoma. Gli stessi dovrebbero comunque usare degli schermi solari ad altissimo fattore di protezione al fine di schermare la pelle nei confronti dei raggi ultravioletti.

 

In tutti gli individui l’esposizione eccessiva ai raggi solari causa l’invecchiamento cutaneo precoce come si verifica nei soggetti che per motivi professionali sono obbligati a stare sotto il sole tutta la giornata come i marinai e i contadini.