Per proteggersi dai raggi solari si usano delle creme chiamate schermi solari. Queste creme proteggono contro i rischi di arrossamento della pelle (eritema) ma non contro il rischio di melanoma. Per lo più, paradossalmente, alcuni studi epidemiologici dimostrano che il rischio di insorgenza di melanoma potrebbe essere correlato all’uso di schermi solari.

 

Per questa ragione la pratica della elio esposizione prolungata deve sempre essere scoraggiata.  Il tempo di esposizione deve essere limitato e attuato solo in alcune ore delle giornata (preferibilmente in prima mattinata e nel tardo pomeriggio).

 

Non bisogna mai dimenticare che gli effetti negativi della radiazione solare si accumulano nel tempo ed è quindi necessario bilanciare gli effetti positivi con quelli negativi della eliofotoesposizione costituiti prevalentemente dal precoce invecchiamento cutaneo e dall’insorgenza del cancro della pelle.

 

Diventa quindi indispensabile seguire alcune semplici regole, variabili talvolta in base al fototipo cutaneo, che ci consentono di raggiunger questi obiettivi.

 

I soggetti di carnagione chiara con cappelli rossi (fototipo I) devono rinunciare all’abbronzatura. L’esposizione al sole in questi soggetti può, al massimo, far sviluppare delle efelidi disseminate nella cute che non assicurano alcuna protezione.

 

Tutti dovrebbero evitare di esporsi ai raggi solari tra le 11 e le 14 (ora solare) del mattino. In questa fascia oraria i raggi solari sono perpendicolari alla superficie terrestre e la radiazione UVB è alla sua massima intensità.

 

Durante l’esposizione solare non bisogna rimanere immobili ma girarsi, cambiando sede corporea di esposizione, ogni  5-10 minuti.

 

I soggetti biondi con carnagione chiara (fototipo II) devono esporsi ai raggi solari progressivamente aumentando quotidianamente di 15 minuti la durata dell’ esposizione non protetta e utilizzare uno schermo solare per  il tempo successivo di  esposizione nell’arco della stessa giornata.

 

Se viene programmata una esposizione solare evitare l’uso di sostanza che potrebbero essere fotosensibilizzanti. Tra queste sostanze si annoverano la maggior parte dei profumi, molti cosmetici ed alcuni farmaci ad uso topico ( ad esempio creme antistaminiche).

 

Coloro i quali, soprattutto per motivi di lavoro (marinai, contadini), sono obbligati ad esporsi  ai raggi solari dovrebbero privilegiare la protezione con indumenti. Costoro dovrebbero inoltre usare schermi solari con alto fattore di protezione per le zone scoperte da rinnovare ogni 2-3 ore. Questi individui dovrebbero usare schermi protettivi sia nei confronti degli UVA si degli UVB.

 

La reattività al sole nelle persone normali varia in rapporto al colore iniziale della pelle che definisce apunto il fototipo cutaneo. La classificazione più conosciuta e usata per classificare i fototipi cutanei è quella di Fitzpatrick esposta nella tabella successiva. Non tutti condividono questa classificazione soprattutto per la difficoltà di distinguere i fototipi III e IV di individui con pelle chiara.