A Sassari e Cagliari l’Ensemble del Balletto del Teatro Nazionale Croato Ivan pl Zajc
Una fiaba moderna sulle punte con l’incantevole “Cinderella” del Balletto del Teatro Nazionale Croato “Ivan pl. Zajc” di Rijeka, con musiche di Sergej Prokofjev e coreografie di Leo Mujić, in cartellone venerdì 13 marzo alle 20.30 al Teatro Comunale di Sassari e sabato 14 marzo alle 20.30 e domenica 15 marzo alle 19 al Teatro Massimo di Cagliari per La Grande Danza del CeDAC Sardegna
La poetica storia della fanciulla sfortunata ma dall’animo gentile che riesce a far innamorare un giovane principe, rivive sulla scena in “Cinderella” del Balletto del Teatro Nazionale Croato “Ivan pl. Zajc” di Rijeka, con coreografie di Leo Mujić, sulle note immortali di Sergej Prokof’ev, in cartellone venerdì 13 marzo alle 20.30 al Teatro Comunale di Sassari e sabato 14 marzo alle 20.30 e domenica 15 marzo alle 19 al Teatro Massimo di Cagliari sotto le insegne della Stagione 2025-2026 de La Grande Danza organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Cagliari e del Comune di Sassari e con il contributo della Fondazione di Sardegna.
Una moderna rilettura del capolavoro del compositore russo, creato fra il 1940 e il 1944 per il Teatro Kirov di Leningrado, con libretto di Nikolaj Volkov, ispirato alla fiaba di Charles Perrault: nella versione immaginata da Leo Mujić, in collaborazione con il drammaturgo Bálint Rauscher, la protagonista, Ella, vive felicemente con la madre Cindy e il padre, il Dr. Vanja, in un palazzo dove assiste all’arrivo di una nuova vicina, Milosija, con le sue due figlie Zorica e Dragica accompagnate da un domestico, John, finché una tragedia colpisce la famiglia. Il dolore per la morte improvvisa della madre sconvolge Ella, che si rifugia così in un suo mondo fantastico.
La fanciulla sogna che il padre, turbato per la perdita della moglie, diventi sempre più distratto e distante, e infine si faccia irretire da Milosija, al punto da sposarla: nella visione onirica, come una novella Cenerentola, Ella è costretta subire le angherie e la crudeltà della matrigna e delle sorellastre, messa in disparte e costretta a servire e assecondare i capricci della donna e delle figlie, mentre il padre, confuso, le manifesta il suo affetto ma non riesce a contrastare la volontà della seconda moglie. Un terribile incubo che continua quando un giovane principe organizza un grande ballo con la speranza di trovare tra le invitate colei che diventerà sua sposa: Ella vorrebbe partecipare ma la matrigna distrugge l’abito regalatole del padre e se ne va alla festa con le due sorellastre, non prima di aver assegnato alla figliastra una serie di compiti faticosi e umilianti. La fanciulla, rimasta sola, si lascia andare alla malinconia, ma con l’apparizione di una dama misteriosa, la sua fata madrina, stranamente somigliante alla madre defunta, ritrova il sorriso: la misteriosa benefattrice trasforma i suoi stracci in un elegante vestito da sera e le regala un paio di preziose scarpette di cristallo.
Nel palazzo reale Ella non passa inosservata: il principe colpito dalla sua bellezza e dalla sua grazia se ne innamora e quando l’affascinante sconosciuta fugge, perdendo una scarpina, decide di farla cercare in tutto il reame. La trama è nota: un messo si reca di casa in casa per far provare alle fanciulle in età da marito la minuscola scarpetta di cristallo, e finalmente, tra lo sdegno e lo scetticismo della matrigna e delle sorellastre, giunge il turno di Ella… che a questo punto, al richiamo del padre Vanja si sveglia e scopre che si è trattato solo di sogno… Ma poi quando si imbatte in John, il domestico della vicina, ecco che da una scatola cade una scarpa, identica a quelle da lei indossate al ballo…
Sotto i riflettori i danzatori Yurika Kimura (Ella / Cenerentola), Leonard Cela (John / principe), Marta Kanazir (Cindy / madre e fata madrina), Marta Voinea Čavrak (Zorica / sorellastra), Tea Rušin (Dragica / sorellastra), Ksenija Duran Krutova (Milosija / matrigna), Ali Tabbouch (Dr. Vanja / padre), Isabelle Zabot (Maestro di Cerimonie) e Giovanni Liverani (il Bambino con le arance), insieme all’Ensemble del Balletto del Teatro Nazionale Croato “Ivan pl Zajc”, che schiera Jody Bet, Benjamin Cockwell, Sephora Ferrillo, Sonja Milovanov, Laura Orlić, Giorgio Otranto, Federico Rubisse, Alessia Tacchini e Samuele Taccone – Maîtres de Ballet Paula Rus e Daniele Romeo.
“Cinderella” è un’incantevole fiaba sulle punte, che parla di un innamoramento tra due giovani, un incontro di sguardi che fa battere il cuore, e non conosce distinzioni di classe o di provenienza: «Ciò che volli esprimere sopra tutto il resto nella mia musica di “Cenerentola” fu l’amore poetico tra lei ed il principe – ha sottolineato Sergej Prokof’ev – la nascita ed il fiorire del sentimento, gli ostacoli sul suo cammino e alla fine la realizzazione del sogno». Il capolavoro della storia della danza, nella versione del Balletto del Teatro Nazionale Croato “Ivan pl. Zajc” di Rijeka, con coreografie di Leo Mujić (drammaturgo e assistente coreografo Bálint Rauscher), scenografie di Stefano Katunar, costumi di Manuela Paladin Šabanović e disegno luci di Aleksandar Čavlek, direttrice di scena Anca Zgurić, con la direzione artistica di Leonard Jakovina (produttrice del balletto Jelena Petrović) fa rivivere sulla scena la storia di un’orfana maltrattata che si riscatta in virtù della sua gentilezza, mentre la matrigna e le sorellastre vengono in qualche modo sconfitte o addirittura punite per la loro cattiveria e insensibilità. Una favola che si tramanda in moltissime lingue e culture, fin dall’antico Egitto e che trova una delle sue più felici declinazioni, oltre a quelle celeberrime di Charles Perrault e dei Fratelli Grimm, ne “La Gatta Cenerentola” contenuta ne “Lo Cunto de Li Cunti” di Giambattista Basile, da cui Sergej Prokof’ev aveva già tratto ispirazione, basandosi sull’omonima fiaba teatrale del veneziano Carlo Gozzi, anche per l’opera “L’amore delle tre melarance”, che si diverte qui a citare – nella trama e nella musica – nella partitura della sua “Cenerentola”.
“Cinderella” narra quindi una vicenda a lieto fine… qui trasfigurata in un sogno attraverso cui Ella, turbata per morte dell’amata madre, cerca sollievo da una realtà troppo difficile da accettare, precipitando in un ipotetico futuro denso di incognite e pericoli, per riaprire finalmente gli occhi su ciò che la circonda… e scoprire, forse, come la Cenerentola della fiaba, la forza salvifica dell’amore puro e disinteressato.
Come ricorda nella presentazione Dubravka Vrgoč (sovrintendente del Teatro Nazionale Croato “Ivan pl Zajc”): «Il balletto, la cui musica è stata composta dal grande compositore russo Sergej Prokof’ev e che per decenni ha entusiasmato il pubblico sui più grandi palcoscenici teatrali del mondo, debuttò in prima assoluta il 21 novembre 1945 al Teatro Bol’šoj di Mosca. All’epoca, la coreografia era firmata da Rostislav Zacharov, mentre la celebre ballerina Galina Ulanova interpretava il ruolo principale. La fiaba popolare, che insieme ad altre come “Il gatto con gli stivali”, “Cappuccetto rosso”, “La bella addormentata”, “Pollicina” e “Barbablù”, fu scritta (o meglio, rielaborata dalla tradizione orale) alla fine del XVII secolo dal classico autore francese Charles Perrault, è diventata negli ultimi 80 anni fonte di ispirazione per le più svariate interpretazioni coreografiche, da quelle classiche a quelle contemporanee. Tutte, con eguale passione, hanno raccontato a passi di danza la storia della povera orfanella, della sua matrigna crudele, delle sorellastre capricciose e arroganti, e del padre debole, incapace di difenderla.
Cosa ci attrae oggi, nella prospettiva di un’epoca catastrofica alla quale stiamo assistendo, e in una realtà traumatica che viviamo, a quella fiaba antica in cui una buona fata aiuta una ragazza sfortunata, che fuggendo da un ballo al quale non era nemmeno invitata, perde una scarpetta di vetro che permetterà al principe incantato di trovarla nella cucina impolverata dove era stata rinchiusa dalla matrigna gelosa? Esistono ancora oggi buone fate, carrozze dorate, scarpette di cristallo, principi bellissimi? Oppure viviamo solo in un mondo di matrigne malvagie e padri impotenti, un mondo da cui non potremo mai e poi mai fuggire?
Il coreografo Leo Mujić ricostruisce la fiaba danzata sulla musica di Sergej Prokof’ev, rendendola riconoscibile al nostro tempo, soprattutto per quel pubblico che sogna ancora castelli e principi per riuscire a sopportare più facilmente una realtà insopportabile. I passi di danza che immagina e che poi rappresenta sul palcoscenico attraverso il corpo di ballo indicano chiaramente il percorso che la fiaba ha compiuto da Perrault fino ai giorni nostri. È un cammino le cui direzioni sono tracciate dalla musica di Prokof’ev, e ai cui bivi lo spettatore si ferma per scegliere in quale direzione proseguire. Ma i segnali stradali qui sono quasi superflui o semplicemente accessori, poiché si sa già in anticipo dove conduce la fiaba e come finirà.







