La storia di una comunità si può ricostruire anche da aspetti apparentemente secondari del vivere quotidiano, come i capi di abbigliamento con i relativi accessori. Quando poi questi provengono direttamente dalle case dei cittadini i preziosi frammenti delle singole vicende famigliari, intrecciate le une alle altre, ricreano un originale arazzo delle forme e dei colori di un paese, delle sue tradizioni più autentiche.

 

Da questa consapevolezza sono partiti gli autori del volume Tùnigas, Bestimentas e…Galania. Aspetti dell’abbigliamento a Thiesi, tra ’800 e ’900 pubblicato di recente a cura dalla Pro Loco, attraverso il grafico-tipografo Gavino Pinna, con il patrocinio del Comune di Thiesi e dell’industria casearia Fratelli Pinna.

 

Il testo è il seguito ideale dell’omonima mostra che si è tenuta nel 2005 presso l’antica casa Garau-Grondona di Thiesi, in cui sono stati esposti in due sezioni i capi di abbigliamento locale della gente comune e quelli non tradizionali di alcune famiglie, che rispecchiavano le mode nazionali ed europee dell’epoca. Il volume, che da quella fortunata esposizione ha preso le mosse, si è concentrato solo sulla prima sezione, quella sul vestiario e sugli accessori della tradizione popolare, riservandosi – in una eventuale seconda edizione – di trattare la parte relativa a quello signorile.

 

I curatori della mostra di allora, Giovanna Chesseddu, Salvatore Ferrandu e Stefano Ruiu, sono anche autori di questo libro, reso possibile grazie ai suggerimenti e al coordinamento scientifico di Giovanni Maria Demartis, etnologo della Sovrintendenza Archeologica di Sassari, che da anni studia l’abbigliamento tradizionale sardo e in particolare dell’area logudorese. Lo studioso ha fornito il suo contributo anche nella stesura del lavoro, occupandosi in particolare dei pezzi forti della collezione del 2005. Un bolero femminile in orbace giallo, dai caratteri arcaici, e alcune camicie collocabili intorno a metà ’800.

 

Camicie popolari in lino locale, originali e diverse rispetto a quelle di uso comune a Thiesi e nel territorio nel ’900, più simili invece a modelli del Campidano e della zona di Teulada. Infine la scoperta della presenza nella comunità thiesina fino a qualche decennio fa di un tipo particolare di gonna di orbace a sacco, sa tunighedda, finora ritrovata solo in alcuni paesi della Sardegna dell’interno come Belvì, Aritzo, Gadoni e Desulo.

 

La mostra del 2005 non è stata quindi un punto di arrivo ma ha anzi dato lo spunto per avviare un prezioso lavoro di verifica e ricerca, che ha portato in breve tempo ad arricchire ulteriormente il già cospicuo patrimonio di allora con altri indumenti, foto, cartoline e documenti. Molti dei quali ottenuti grazie alla collaborazione delle famiglie thiesine che hanno aderito con entusiasmo alla richiesta di mettere a disposizione della comunità i cimeli e le memorie di più generazioni.

 

Dalla ricerca di archivio gli autori hanno potuto ricavare anche un’inedita descrizione dell’evoluzione dell’abbigliamento a Thiesi dal 1700 alla prima metà dell’800, che andrà ad integrare le rare fonti esistenti sull’argomento sparse qua e là. Tra le altre “chicche” acquisite in corso d’opera, degno di nota un acquarello inedito, proveniente da una collezione privata dei primi decenni dell’800, che raffigura una donna thiesina in abito non festivo, come si deduce dalla scelta dei colori e dalla particolare disposizione del fazzoletto. La parte inferiore della gonna di questo abito mostra infatti la tanto rara quanto caratteristica tùniga groga, di cui parla l’Abate Vittorio Angius, forse l’unico modello del genere sopravvissuto a Thiesi.

 

Le sezioni finali del volume presentano una ricca documentazione fotografica relativa alla mostra e un interessante capitolo dedicato ai costumi di Thiesi, raffigurati in cartoline stampate da case editrici nazionali e da editori locali dalla fine dell’800 alla prima metà del ’900. Seguendo la moda culturale del momento, le cartoline mostrano un’immagine del costume thiesino non fedele ai modelli originali, confondendo spesso motivi e colori dei capi di vestiario dell’isola in un’unica  rappresentazione “folkloristica”, conforme ai gusti ed alle aspettative del pubblico di allora.

 

Tra gli accessori di abbigliamento ne  figurano alcuni originali e inediti per il territorio, come ori dalla lavorazione particolare, gli amuleti ispuligadentes e gli orecchini a manufica, tutti scoperti in collezioni private locali. “Ora che il volume è stato dato alle stampe il nostro compito sarà di farlo conoscere nel corso del 2009 ai thiesini sparsi in Italia ed all’estero”, spiega Giovanni Uneddu, presidente della Pro loco, che si è accollata una parte cospicua delle spese di pubblicazione dell’opera. A questo proposito sono previste numerose iniziative, tra cui una presentazione del libro a Sassari (realizzata con grande successo qualche giorno fa) ed il coinvolgimento delle associazioni degli emigrati nelle varie città italiane ed estere, per far arrivare i risultati della ricerca anche a quanti a Thiesi non vivono più o non potranno più farvi ritorno stabilmente. Il volume sarà poi presente anche nel corso delle principali feste del paese. Attualmente è disponibile in edicola e in libreria.