Grande attesa per Il celebre trombettista al Massimo di Cagliari
Omaggio a Miles Davis con lo spettacolo“kind of Miles”, un’opera teatrale e musicale ideata e interpretata da Paolo Fresu, per un tributo al grande trombettista statunitense, una leggenda del jazz, in cartellone da mercoledì 11 a domenica 15 febbraio al Teatro Massimo di Cagliari e lunedì 16 febbraio alle 20.30 al Teatro Comunale di Sassari per la Stagione 2025-2026 de La Grande Prosa organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Cagliari e del Comune di Sassari e il contributo della Fondazione di Sardegna.
Sotto i riflettori – insieme con Paolo Fresu (tromba, flicorno e multi-effetti) – un nutrito e affiatato ensemble che schiera Bebo Ferra (chitarra elettrica), Dino Rubino (pianoforte e Fender Rhodes Electric Piano), Marco Bardoscia (contrabbasso), Stefano Bagnoli (batteria), Filippo Vignato (trombone, multi-effetti elettronici, keyboard), Federico Malaman (basso elettrico) e Christian Meyer (batteria), per la regia di Andrea Bernard, con video a cura di Marco Usuelli e Alexandre Cayuela, disegno luci di Marco Alba e costumi di Elena Beccaro – produzione Teatro Stabile di Bolzano.
“kind of Miles” è un viaggio nell’universo di Miles Davis, un’icona del Novecento, un artista che ha influenzato la storia della musica, per un inedito ritratto del geniale trombettista e compositore, interprete raffinato dalla cifra inconfondibile e brillante innovatore, capace di spaziare tra differenti generi e stili, tra i protagonisti della scena internazionale, dalla rivoluzione del be-bop al cool jazz all’hard boop fino al jazz elettrico che fonde note improvvisate e rock. Un personale omaggio tra parole, suoni e visioni, firmato da Paolo Fresu, a una figura chiave della cultura e della musica del ventesimo secolo, in una narrazione che intreccia biografia e suggestioni sonore, pensieri, emozioni e melodie indimenticabili.
“Kind of Miles” chiude idealmente la trilogia – realizzata con il Teatro Stabile di Bolzano – iniziata con “Tempo di Chet”, un affascinante tributo a un mito del jazz come Chet Baker, proseguita con il sorprendente “Tango Macondo” con Ugo Dighero, ispirato a “Il venditore di metafore” di Salvatore Niffoi, per un viaggio fantastico e onirico tra Sardegna e Argentina e ora con il terzo capitolo, dedicato al grande Miles Davis: Paolo Fresu, raffinato e poliedrico “poeta della tromba”, evoca sul palco artisti dotati di straordinario carisma ma anche l’eleganza e la passione del tango e l’universo letterario di Gabriel García Márquez, che riaffiora tra le pagine del romanzo di Niffoi, accompagnando il pubblico alla riscoperta di artisti che hanno lasciato un’impronta indelebile nella musica e nell’immaginario del Novecento. Tango e Jazz sono musiche “meticce”, nate dall’incontro tra popoli e culture nell’immenso crogiuolo delle Americhe, tra XIX e XX secolo: da una parte la folgorante sintesi del canto struggente dei lavoratori dei campi di cotone, degli spirituals e dei ritmi tribali che s’intrecciano alla tradizione colta europea e dall’altra un “pensiero triste che si balla” tra eros e malinconia.
«Senza Miles la musica oggi sarebbe sicuramente diversa» ha sottolineato Paolo Fresu in un’intervista: nel descrivere un’icona del Jazz, il trombettista sardo con salde radici nella sua Isola e uno sguardo rivolto al mondo, noto e apprezzato al di qua e al di là dell’oceano, ne ricorda le «rughe profonde che solcano il suo viso e le sue mani» e gli «occhi profondi che inchiodano lo sguardo e toccano il cuore». “kind of Miles” ripercorre la vita e la carriera di Miles Davis, attingendo a un vasto repertorio, che spazia dall’incontro con Charlie Parker e Dizzy Gillespie e le prime incisioni, alle collaborazioni con Sonny Rollins e John Coltrane, e ancora con Gil Evans, il formidabile quintetto Wayne Shorter e Herbie Hancock, per giungere fino agli anni Ottanta con la rivoluzione elettrica. Un’antologia preziosa di brani, da celebri standards a composizioni originali, tra rimandi e citazioni, da “Porgy and Bess” a “Birth of the Cool”, da Jack Johnson a “Bitches Brew”, da “Time After Time”, senza rinunciare a momenti dedicati alla pura improvvisazione in perfetto stile jazzistico.
«Quanto vale un mito. Ma soprattutto cosa lascia. È difficile oggi individuarne di nuovi. I miti attuali nascono e muoiono con la stessa velocità del mondo contemporaneo» – si legge nella nota di presentazione dello spettacolo –. «Mitico è qualcuno che fa qualcosa di speciale, che esce da un ordinario universalmente riconosciuto. Miles Davis è un artista mitico per antonomasia. Un uomo capace di raccontare una storia recente che va aldilà del jazz e della musica… A noi del presente ha lasciato non solo un’icona, ma un soffio che è carezza e graffio». In “kind of Miles”, Paolo Fresu protagonista sul palco nella duplice veste di narratore e solista, alter ego sonoro del trombettista e compositore statunitense, «evoca l’universo creativo e visionario» di Miles Davis, mettendone in risalto il talento, ma anche la lucida consapevolezza con cui ha saputo gestire i suoi successi e la sua carriera, diventando una star mondiale. Sul palco – accanto a Paolo Fresu – un eccellente ensemble, fatto da artisti con cui ha condiviso concerti e progetti, dove si alternano due formazioni – acustica e elettrica – per rievocare l’eclettico percorso discografico dell’autore di “Kind of Blue”. Note biografiche e musicali si intrecciano in una scrittura intima, dove Paolo Fresu si concede anche brevi divagazioni e riflessioni, quasi a sottolineare, attraverso «momenti personali di vita vissuta (soprattutto l’apprendistato del jazz a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta», la fascinazione e l’interesse per i grandi protagonisti del panorama internazionale, insieme con la necessità e la volontà di trarre insegnamento e ispirazione dalla magistrale lezione di due icone (a confronto), e insieme rendere omaggio a due fondamentali punti di riferimento, del calibro di Chet Baker e Miles Davis.
Per Informazioni:
Teatro Massimo Cagliari
Telefono 3454894565



