Il leggendario veliero rientrato in Italia dopo la campagna in Nord America. Tra visite sold out, tradizioni uniche ed emozioni a bordo, l’incontro istituzionale il 14 settembre tra il sindaco Zedda e il Capitano Falica ha suggellato il legame con la città.
Un’emozione straordinaria per Cagliari, dove e andato in scena l‘attesissimo abbraccio tra la città e la “Signora dei Mari”. Un colpo d’occhio da togliere il fiato: l’Amerigo Vespucci si e specchiata di nuovo nelle acque del Molo Ichnusa. La nave è arrivata nel capoluogo sardo il 13 settembre e resterà fino al 15, dopo aver affrontato una storica e faticosa traversata oceanica a vela di ben 29 giorni attraverso l’Atlantico, parte della straordinaria Campagna in Nord America 2026 e il passaggio successivo a Cadice. Prima di rientrare a casa in Italia, il veliero ha sfilato anche sotto la Statua della Libertà a New York e toccato i porti di Baltimora e Boston per onorare il 250° anniversario dell’indipendenza americana.
A guidare l’Amerigo Vespucci in questa importante campagna è il Capitano di Vascello Nicasio Falica, 126° comandante nella gloriosa storia della nave. Nato a Castellammare di Stabia, proprio dove il veliero è stato costruito, Falica ha espresso profonda gratitudine e felicità nel toccare il suolo sardo come primissimo porto del rientro in patria. Parlando del ruolo fondamentale della nave scuola e dello spirito che unisce l’equipaggio, il Comandante ha sottolineato con profondo orgoglio la vera missione del Vespucci, spiegando che a bordo non ci si limita a insegnare, ma a trasmettere. È un messaggio potente che racchiude il senso profondo della vita di bordo: tramandare non solo regole tecniche o nozioni di navigazione, ma l’anima, i valori, l’amore per il mare e le tradizioni secolari della Marina Militare Italiana.
A confermare l’atmosfera unica che si respira tra i ponti del veliero sono anche le parole cariche di passione del Sottotenente di Vascello Tommaso Magenes. Raccontando cosa significhi far parte di questo eccezionale equipaggio, ha spiegato come ogni nave abbia il suo spirito e sia diversa dalle altre, e come nel caso dell’Amerigo Vespucci la differenza sia fatta proprio dalla sua enorme importanza storica e dalle sue tradizioni. È un’attestazione che fa capire come ogni singolo marinaio, dal più giovane al più esperto, sia consapevole di custodire un vero e proprio monumento storico galleggiante.
Per far muovere questo gigante del mare serve un lavoro di squadra perfetto. L’equipaggio fisso della nave è composto da circa 264 militari, tra ufficiali, sottufficiali e marinai. Durante le campagne di istruzione, però, a bordo salgono anche gli allievi della prima classe dell’Accademia Navale di Livorno, portando il numero totale delle persone a bordo tra i 300 e i 400 elementi.
Lavorare e prestare servizio a bordo di un gioiello simile è un’esperienza che tocca profondamente l’anima e che i marinai serbano per tutta la vita. Non si tratta di un semplice lavoro, ma di una missione emozionante e carica di responsabilità. Vivere ogni giorno tra legni pregiati, ottoni lucidi e enormi vele significa camminare sulla storia stessa della Marina Militare. Ogni angolo del ponte racconta di oceani attraversati e di generazioni di marinai che si sono formate su quelle stesse cime. Sentirsi parte di questa gloriosa tradizione e rappresentare l’Italia nel mondo da a ogni membro dell’equipaggio un senso di indescrivibile orgoglio.
La Sardegna e Cagliari hanno fatto sentire come sempre il loro affetto superando ogni aspettativa. In soli due giorni di sosta, circa 8.500 persone hanno preso d’assalto il molo. I biglietti gratuiti messi a disposizione per salire a bordo sono andati esauriti nel giro di pochissime ore.
L’emozione più grande si e consumata lungo i ponti della nave. Tra i membri del personale di bordo ci sono infatti circa 20 marinai di origine sarda. Per questo equipaggio, la tappa di Cagliari ha rappresentato un’occasione speciale e commovente: dopo oltre quattro mesi di lontananza e navigazione nell’Oceano Atlantico, hanno potuto finalmente riabbracciare i propri genitori, figli e parenti accorsi al porto per salutarli.
L’Amerigo Vespucci è stata costruita nel 1931 nei cantieri navali di Castellammare di Stabia. Naviga fiera da ben 95 anni, portando ovunque nel mondo il suo celebre motto leonardesco: “Non chi comincia ma quel che persevera“. La Sardegna ha un legame profondo e storico con il timone di questa nave scuola. Tra i grandi ufficiali sardi che hanno avuto l’onore di guidare il Vespucci si ricordano il Capitano di Vascello Luciano Sotgiu, nato a Cagliari, che è stato al comando della nave nel 1953, e il Capitano di Vascello Giuseppe Lai. Quest’ultimo, nato a Sassari, è il comandante sardo più recente: ha guidato la nave dal 2023 al 2025, compiendo l’eroica e storica impresa di condurre il Vespucci oltre il temutissimo Capo Horn nel 2024, prima di cedere il testimone all’attuale comandante.
Nella mattina del 14 settembre il sindaco Massimo Zedda ha incontrato il Capitano Falica regalandogli un libro che raccoglie alcune tra le immagini più suggestive di Cagliari. Per contro, il Comandante della Vespucci ha donato al sindaco Zedda un testo sulla storia della nave e il prestigioso cappellino del Comandante. Il sindaco ha anche incontrato il Comandante della Nave Etna, Capitano di Vascello Alessandro Serrani.
Lasciate le banchine della città il 15 settembre l’Amerigo Vespucci riprende il mare aperto per ricongiungersi con la Nave Etna per la Cerimonia ufficiale di Fine Campagne d’Istruzione 2026, continuando il suo itinerario verso gli altri principali porti italiani, tra cui la tappa di Napoli.
«Si, si torna a casa!» ha detto visibilmente emozionato il Capitano Falica volendo sottolineare il legame speciale con la sua terra d’origine e lo faranno salutando un’isola che sta dimostrando ancora una volta il suo amore infinito per questa intramontabile leggenda dei mari.
Emanuela Valentino



