Cinque minuti di applausi alla prima e un profondo messaggio di pace chiudono la stagione

 

Al Lirico di Cagliari la prima è stata un trionfo assoluto. Teatro gremito e una platea da grande evento, che ha accolto un pubblico eterogeneo e caldissimo che aspettava la star della danza internazionale. La serata d’apertura, seguita poi da due applauditissime repliche, si è conclusa tra le ovazioni e ben 5 minuti di applausi scroscianti per l’étoile Roberto Bolle e la sua straordinaria compagnia più volte chiamata sul Palco.

Lo spettacolo, firmato da Mauro Bigonzetti (uno dei coreografi italiani più acclamati), ha visto il ritorno di Bolle nel capoluogo sardo dopo 11 anni. Sul palco, la complessità di Caravaggio – come artista rivoluzionario e come uomo – ha preso vita attraverso la plasticità dei corpi, i colori violenti e cupi e il dramma dell’anima. “Si porta in scena il tormento interiore di Caravaggio e i corpi sono plasmati dalla luce”, racconta lo stesso Bolle, descrivendo l’essenza di un’opera incentrata sui contrasti e le  del maestro barocco Michelangelo Merisi.

 

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La compagnia, creata appositamente per questo spettacolo, ha unito un nutrito corpo di ballo composto da circa 25 giovanissimi talenti, un ensemble dall’età media freschissima che rispecchia la volontà di Bolle di valorizzare le nuove generazioni della danza. Tra le prime ballerine spiccano la ventiquattrenne russa Maria Khoreva, nel ruolo della Luce, e la trentottenne ucraina Anastasia Matvienko, nel ruolo del Buio. Si è trattato di un sodalizio artistico fortemente voluto dall’étoile per unire con l’arte due paesi distanti e divisi e dare un segnale concreto di speranza e di pace durante le tre grandi serate.

 

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Il balletto ha debuttato nel dicembre 2008 a Berlino, creato originariamente da Bigonzetti per lo Staatsballett Berlin e per la stella Vladimir Malakhov. Rimasto a lungo lontano dai palcoscenici italiani, è stato riscoperto e fortemente voluto proprio da Roberto Bolle, che lo ha portato per la prima volta in Italia riscuotendo ovunque un successo straordinario. Non si tratta di un balletto narrativo o biografico tradizionale, ma di un viaggio psicologico ed emotivo nel cuore dell’arte barocca. Lo spettacolo mette in scena il profondo dualismo del pittore a partire dal celebre chiaroscuro, traducendo in danza la tecnica pittorica di Merisi con corpi definiti e nervosi che emergono sopra un palcoscenico nudo dall’oscurità assoluta, plasmati da squarci di tagli netti di luce. Rappresenta inoltre la costante tensione tra il genio divino, la ricerca della bellezza (interpretata sul palco da Ekaterine Surmava) e la vita violenta e tormentata dell’artista, trasformando l’intero secondo atto in una coreografia che diventa un intimo dialogo interiore dell’artista con i propri demoni la follia e l’ispirazione stessa.

 

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Una menzione speciale va all’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, che ha offerto una grande prova interpretando magistralmente le musiche di Claudio Monteverdi, riorchestrate in chiave sinfonica da Bruno Moretti. A dirigere i musicisti è stata la bacchetta del milanese Marco Dallara, capace di restituire la tensione emotiva di ogni singola nota. Ad esaltare la danza, la scenografia essenziale di Carlo Cerri, che ha guidato il disegno di luci, e i costumi effetto seconda pelle realizzati da Lois Swandale e Kristopher Millar. Un connubio sapiente che ha saputo stregare Cagliari e il suo pubblico decretando cosi la chiusura ideale della stagione lirica e di balletto.

 

Emanuela Valentino

 

 

FOTO ufficiali di Michele Monasta