Un fiume in piena tra rock, risate e vita vissuta
Dopo la tappa di Sassari, Antonio Ornano arriva a Cagliari e lo fa conquistando un teatro completamente sold out. Il comico genovese apre la serata giocando subito con la storica rivalità isolana e ammiccando sornione alla platea: “Cagliari è meglio, vero?”. L’entusiasmo in sala è palpabile, tanto che lo stesso Ornano, colpito dal calore di una numerosa famiglia venuta insieme a teatro con i genitori sposati da ben trent’anni, lancia loro una delle sue battute fulminanti: “Se penso a quanto avete speso per venire a vedermi tutti quanti, mi commuovo”.
Lo spettacolo, della durata di quasi due ore e mezza, si rivela un vero e proprio monologo torrenziale. In scena sale l’Ornano che il pubblico ama alla follia: il prototipo perfetto del “maschio caucasico irrisolto”. È un flusso continuo di comicità assoluta e di quella nostalgia tipica della mezza età per un passato che non tornerà più. L’interazione con la platea è costante; ad un certo punto, di fronte a un accenno di approvazione rimasto a metà incalza i presenti con la sua classica e irresistibile ironia: “Ma dai, se lo volete fare questo applauso fatelo, su!
Il momento più intimo della serata arriva quando il comico racconta a cuore aperto il suo ultimo, difficile periodo, segnato da un improvviso ricovero all’ospedale di Asti nel febbraio del 2025, in cui ha rischiato seriamente la pelle. Un evento che lo ha costretto a cambiare radicalmente abitudini, ma che il comico esorcizza con la sua solita, graffiante ironia: “Avrei tanto voluto lasciarci le penne come una vera rockstar, fra cocaina e donne di facili costumi… e invece no, colesterolo troppo alto. Che fine indegna sarebbe stata! Grazie all’ospedale di Asti e al primario che mi disse: ‘ Lei viveva come se avesse un pianoforte appeso a un filo sopra la testa, ora le abbiamo tolto quel piccolo peso’.
La passione per il rock fa da colonna sonora e da filo conduttore a tutto lo show. Entra in scena sulle note di Land of hope and dreams di Bruce Springsteen, di cui è un fan accanito, confessando un bizzarro acquisto: “Ho pure le stesse scarpe di Bruce, ma io dopo dieci minuti sanguino”. I riferimenti musicali continuano per tutta la sera, citando giganti come i Rolling Stones e i Cure, ma Ornano non risparmia le tendenze pop del momento e le isterie di massa. Lancia così una frecciata sul fenomeno del ritorno degli Oasis e sul recente successo degli 883 dopo la serie tv: “Negli anni ’90 gli 883 li conoscevamo noi, ora invece non sei nessuno se non vai a San Siro a vedere Max Pezzali.
Il cuore della comicità resta però il dialogo costante con il pubblico e la spietata radiografia della vita quotidiana: le crisi di coppia (raccontate nei panni del marito, sposato da trent’anni con l’ormai celebre “Crostatina”), i problemi con i due figli adolescenti e la profonda malinconia per aver dovuto abbandonare il fumo. Proprio legata al fumo spicca la parentesi, tra il nostalgico e l’esilarante, del “tabagista sconosciuto”: Ornano rievoca la vecchia scuola dei fumatori incalliti, quelli “veri” di una volta, mettendoli in netto e comico contrasto con le mode odierne e l’ipocrisia delle sigarette elettroniche ai gusti più improbabili, scatenando un’ondata di totale identificazione transgenerazionale in platea.
Accanto alle risate, lo spettacolo regala inserti acuti di grande profondità e intelligenza. È l’Antonio Ornano a cui siamo abituati, uno specchio in cui chiunque abbia all’incirca la sua età può identificarsi completamente, trovando conforto nelle proprie fragilità. Tra risate liberatorie e applausi scroscianti, il pubblico di Cagliari lo saluta chiedendo a gran voce un bis.
Prima di andare via dal palco, Ornano congeda la platea con un ultimo, sincero sorriso: “Adesso vi lascio davvero”. Mentre il sipario cala tra le ovazioni, le note immortali di Life on Mars di David Bowie si diffondono nel teatro, chiudendo in modo perfetto e profondamente rock una serata indimenticabile dalla quale se ne esce rinfrancati, leggeri e finalmente sicuri delle proprie insicurezze.
Emanuela Valentino



