Là dove la memoria si è persa, è la letteratura a far sopravvivere il passato. E ciò che è stato, in modo sorprendente, può continuare ad essere. “In quel giorno il villaggio di Osilo splendeva in tutta la sua bellezza alpestre – raccontava Carlo Brundo nel romanzo L’Alcaide di Longone,1870 -. Quei fieri e robusti montanari, in vesti di gala, briosi, allegri, sollazzevoli, percorrevano con orgoglio il loro paese, che da ogni parte offre alla vista un gaio spettacolo. Le fanciulle alte, svelte, dai contorni morbidi e gentili, dagli occhi neri e magnetici, facevano, in quel giorno, pompa di tutti i loro vezzi. Vestivano il loro pittoresco costume, forse il più bello del Logudoro e dell’isola, con indicibile grazia e leggiadria”.

 

L’abitato di Osilo, arroccato su una delle tre cime del monte Tuffudesu a 650 metri d’altitudine, gode di una posizione geografica privilegiata che offre ai visitatori la gioia di un panorama incantevole. Dalla cima del paese la vista può spaziare liberamente, arrivando ad abbracciare in un solo sguardo gran parte della Sardegna: le coste della Corsica e i rilievi delle zone interne, la riviera del corallo e i monti del Limbara, l’Asinara e la vallata di Saccargia. I resti del castello medioevale dei Malaspina troneggiano austeri nella parte più alta del paese, a testimonianza di un trascorso medioevale importante. Tra il XII e XIII secolo Osilo divenne uno dei più importanti possedimenti dei marchesi che vi edificarono l’omonimo castello per poter controllare i loro vasti possedimenti nel nord Sardegna.

 

La grande varietà di paesaggi fanno di questo territorio uno degli angoli più affascinanti di tutta la Sardegna. Il paese, vicinissimo al mare da cui dista circa 6 Km in linea d’aria, si trova in una regione di colline calcaree che si spingono fino alla costa. Le vallate sono coperte di boschi, ricchi di fonti d’acqua. Fra gli angoli più suggestivi ricordiamo la zona del lago di Bunnari, la Valle dei mulini di San Lorenzo, il bosco di Mannone e le altre zone alberate, le grotte naturali, le sorgenti. Nutrito il patrimonio archeologico, indice di una frequentazione umana che va dall’eneolitico, con la cultura di Abealzu e San Michele, sino alla dominazione romana e aragonese.

 

Secondo il canonico Francesco Liperi Tolu, nel territorio osilese sono presenti ben 37 nuraghi anche se fonti più antiche ne calcolano circa 70, di cui però la maggior parte ridotti a ruderi. Importante è l’attestazione delle domus de janas, disseminate in tutto il territorio, tra le quali spiccano per pregio quelle del complesso di Ittiari. Il paese possiede un pregevole centro storico, dove permane inalterato il caratteristico impedradu, lastricato o acciottolato in pietra, e dove è possibile ammirare nuovi e interessanti edifici.

I caratteri propri del borgo medioevale sono ancora ben distinguibili con le sue antiche costruzioni e le viuzze strette e tortuose, talora con volte a botte. Attraverso contorte stradine e scalinate è possibile accedere al castello, ultima meta della passeggiata nel centro storico e punto d’osservazione di straordinaria bellezza. Di forma rettangolare, conserva ancora le rovine del mastio circolare, una torre quadrata, la cinta muraria ed all’interno i resti dei locali che servivano alla guarnigione. Osilo, oltre che antica sede vescovile, è stato un centro religioso di grande importanza. Questo aspetto è testimoniato dalla presenza di numerosissime chiese, trentatré rurali e sei all’interno dell’abitato.

La principale voce dell’economia locale è rappresentata dall’agricoltura e dall’allevamento ovino. I pascoli interessano infatti gran parte del territorio. Tale attività ha dato impulso all’industria lattiero casearia che vanta un discreto numero di aziende, tutte a conduzione individuale o familiare. Osilo è la patria del famoso pecorino, formaggio rinomato a livello internazionale, il cui marchio Dop è in via di definizione. Attualmente è stato inserito nella prestigiosa lista dei presidii di Slow Food, un riconoscimento importante riservato a soli nove alimenti in Sardegna. Oltre che per i suoi ottimi prodotti gastronomici, Osilo primeggia anche per un attivo artigianato tessile che vanta una ricca tradizione.

Apprezzati sono i tappeti, gli arazzi, i copriletti e i numerosi complementi d’arredo prodotti da cooperative e da tessitrici private, che con perizia e abilità riproducono motivi naturalistici, floreali e geometrici con l’uso delle tecniche a pibiones e a litos. Importanti i laboratori orafi, dove vengono prodotti gioielli moderni e raffinati anche con l’utilizzo di pietre locali. Innovativa è invece la produzione di strumenti musicali come chitarre e bassi. Il prodotto più prezioso dell’artigianato osilese, motivo di grande orgoglio e di vanto per tutto il paese, è il costume tradizionale femminile, fra i più noti ed apprezzati dell’intera isola.

Come riportato da Della Marmora in Viaggio in Sardegna, è tra i più belli e variopinti della zona: «… il più bel costume di questo genere è quello che portano le donne del villaggio d’Osilo i giorni di festa: s’immagini un vestito completo di panno scarlatto, le maniche aperte sul lato interno per quasi tutta la loro lunghezza, in modo da far vedere una camicia bianca, fine e ben pieghettata. Queste maniche sono guarnite, lungo tutto l’avambraccio, da una serie di occhielli di galone d’argento fino con grossi bottoni a sonagli, pure d’argento; una gonna con moltissime pieghette, che chiude una figura slanciata ed è guarnita alla base da un nastro largo rosa: un velo di battista che avvolge con grazia i due lati, la metà inferiore del viso e tutta la gola; sopra questo velo trasparente è posto un pezzo di panno triangolare scarlatto, come il giustocore e la gonna e guarnito pure in giro d’un nastro rosa…».

Di singolarità ed eleganza parla anche il canonico Francesco Liperi Tolu nel suo volume Osilo, 1913: “singolarità perché in tutta la Sardegna non ve n’è altro, non solo che lo imiti, ma che neppure lo ricordi, sebbene con molte varianti; esso è solo, tipo unico, inimitabile non che nel confezionarlo ma persino nell’indossarlo… l’eleganza, poi, sta nel taglio, nell’attillatura, nella cura dei singoli dettagli, nei merletti e ricami in seta e in oro, in tutto quell’ insieme armonico che fa del nostro costume l’incanto dei forestieri …”. Osilo è inoltre un paese di poeti, scrittori e studiosi di vario genere, ed ha dato i natali a molti artisti del canto sardo a chitarra. Un motivo in più per lasciarsi incuriosire dalle bellezze di questo caratteristico centro medioevale in cui ospitalità, natura, cultura e tradizione non deludono le aspettative dei più esigenti visitatori.