A spulciare le biografie dei grandi artisti internazionali – dai pittori agli scultori, dagli scrittori ai fotografi, dai registi agli attori – si scopre puntualmente che frequentavano un caffè. Magari tanti, ma in particolare uno. Uno di quei luoghi che, seppure intimi e riservati, sono crocevia di intelligenze, sedi di dibattito creativo, isole di pace in mezzo al mare tempestoso, così com’è spesso quello degli ‘indagatori del mondo della fantasia’.

 

Ed ecco che a Cagliari, in via Caprera 3, nella Stampace bassa, praticamente in viale Trieste, gli artisti e gli amanti dell’arte, gli avventori in cerca di un ottimo caffè, di un buon drink o di un pasto veloce durante la pausa lavorativa, possono facilmente approdare in un’isola del genere. E goderne la bellezza, e saziarsi col pane della cultura. A servirlo, con cordialità e professionalità impagabile – come anche la prestigiosa guida del Gambero Rosso ha sottolineato – troveranno dietro il banco Franco, Lidia, Alessandra e Federica. Di Ollolai.

 

Alle pareti, sui tavoli, nelle nicchie e dovunque l’occhio corra, germoglia il fiore dell’arte. Quadri, sculture, installazioni, o semplicemente libri da sfogliare sorseggiando qualcosa di buono. È questo il Caffè dell’Arte: splendida sorgente di serenità incastonata in una cornice architettonica di pregio. “Il Caffè è nato in questa veste nel settembre ’96”, racconta il suo proprietario Franco Sedda. “Lo caldeggiava lo scultore Antonello Pilittu.

 

Ridevamo, eppure gli abbiamo dato retta. Oggi si fanno mostre in tanti locali, ma a Cagliari siamo noi ad aver tracciato questa strada”. Il direttore artistico del Caffè è il pittore Alberto Scalas: “Un maestro sotto il profilo professionale e umano”, svela Franco. Che è anche un valente scultore, ed ha imparato da suo padre Zua, per tanti anni scalpellino. Sua madre Marianna, invece, è stata modella del grande Carmelo Floris. E sua nonna Vasila ha posato per il ‘dottor Biasi’. Così lo chiamava lei, quel Giuseppe da molti considerato il maggior pittore sardo del novecento.

 

A dare una mano a Franco e a Lidia – vera maga dei fornelli – ci pensano le due figlie: manco a dirlo artiste pure loro. Alessandra, la più grande, ha frequentato l’artistico e dipinge di buona lena, mentre Federica è maggiormente interessata all’arte concettuale e alle installazioni. La fama del locale di via Caprera – che s’è ‘fatto le ossa’ ospitando Matteo Discepolo, Pilittu, Gigi Pili, Sergio Contu, Gianvittorio e tantissimi altri – è pian piano cresciuta sia grazie alla qualità delle opere presentate che all’instancabile verve dei suoi ‘registi’. Pittori come Luca Sorrentino, Francesco Argiolu e lo stesso Alberto Scalas hanno lavorato tra le pareti del Caffè dell’Arte a quadri di grandi dimensioni – 1.80 per 4 metri – offrendo ai frequentatori la possibilità di osservare la genesi di un’opera.

 

Ed ancora reading in occasione del Venerdì Letterario: un faccia a faccia – tra un tè caldo, una birra o un buon aperitivo – tra scrittori e lettori. E dulcis in fundo, perla tra gli eventi promossi dal Caffè, la manifestazione Pittori e scultori in piazza del Carmine che, da quattro anni, ogni terza domenica del mese, è un appuntamento fisso per gli appassionati d’arte, cagliaritani e non. Il successo di pubblico e critica che l’accompagna è in continua crescita. Per parteciparvi, così come per essere inseriti nel calendario delle esposizioni del Caffè dell’Arte, è sufficiente presentare un book fotografico.

 

O magari portare due o tre opere al Caffè, per sottoporle a Franco e al maestro Scalas. Gli artisti che orbitano intorno a piazza del Carmine – tra gli assidui e quelli che, solo ogni tanto, fanno una capatina nel meraviglioso foro coi loro gazebo, sotto cui allestiscono delle mini personali – sono circa cento. “Sergio Vepraio diceva sempre che quella piazza era troppo bella per lasciarla ad altri. E di fatto siamo riusciti ad averla e ad arredarla, trasformandola nel giorno dell’esposizione di pittori e scultori nella più bella piazza sarda”, racconta Franco. “Lo zoccolo duro della manifestazione è rappresentato dai pittori Carmela Carbonaro, Armando Olla, Silvana Foddis, Emilio Lupi e da alcuni altri, che ci hanno sempre sostenuto in ogni iniziativa”. L’ultima fatica d’arte proposta agli avventori del Caffè è la collettiva Lenti da vedere. Mostra del piccolissimo formato.

 

Una splendida provocazione che, tramite dei veri e propri contafili, costringe a ‘guardare dentro un quadro’. E sì: perché dietro le lenti di ingrandimento ci sono delle opere in miniatura, che avvicinando lo sguardo – lentamente, appunto – prendono forma svelando appieno la loro bellezza. Contemplarle, con quell’ottima musica in sottofondo che sempre risuona tra le pareti del Caffè, è un’esperienza unica. E per chi la vive è indispensabile scrivere qualcosa, lasciare la propria traccia, nel libro degli ospiti posto all’ingresso del locale. Un commento, un’impressione sfuggente, un saluto, una poesia, un augurio. Prima di andare a casa e raccontare a tutti quant’è magico quel Caffè.