Sulcis terra di nuraghi. In un piccolo territorio è distribuito quasi un terzo dei nuraghi di Sardegna. Nel solo Comune di Tratalias sono più di cento. Un primato invidiabile se non fosse che la quasi totalità non è fruibile e questo immenso patrimonio è ignorato non solo dai turisti ma anche dai residenti. Una lacuna che alcuni studiosi hanno colmato pubblicando una guida: Siti Nuragici del Sulcis, agile libretto con le foto dei principali insediamenti del Sulcis.

 

Ciò che caratterizza questo pregevole lavoro -di Piero Murgia, Nicola Dessì e Stefania Falqui- sono le indicazioni per raggiungere i siti. I tre autori hanno operato delle scelte privilegiando quelli più accessibili. È sufficiente percorrere pochi chilometri e, lasciata l’auto, qualche decina di minuti per raggiungere siti di straordinario interesse. L’idea della guida è nata per un’esigenza didattica di una classe delle medie di Giba. I ragazzi, con l’insegnante Stefania Falqui, volevano realizzare uno studio sui nuraghi.

 

Nessuna pubblicazione era in grado di aiutarli. Quelle più importanti illustravano solo i complessi nuragici oggetto di scavi. Per il resto buio fitto. Per i ragazzi la soluzione era rivolgersi ai contadini e pastori che conoscono a menadito le campagne. Ancora poco, però, per avere una conoscenza completa del patrimonio sulcitano. Un giorno, finalmente, l’incontro quasi casuale con Piero Murgia, geometra appassionato di archeologia, che per lavoro ha visitato tutti i territori comunali del Basso Sulcis. Di qui l’idea di coinvolgerlo nel progetto, con Nicola Dessì, archeologo e scrittore. I tre amici si mettono al lavoro con l’obiettivo di realizzare una guida corredata da immagini. Ben presto però si accorgono delle difficoltà economiche. Non è sufficiente il loro lavoro, praticamente da volontari, occorrono soldi per realizzare la guida.

 

Arrivano in aiuto l’associazione Don Chisciotte di Cagliari, studenti universitari e appassionati di storia e cultura della Sardegna e soprattutto l’Unione dei Comuni del Sulcis: Carbonia, Giba, Masainas, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Sant’Anna Arresi, San Giovanni Suergiu, Santadi, Tratalias e Villaperuccio. Un ulteriore contributo arriva dalla presidenza del Consiglio regionale. Qualche mese di duro lavoro: dapprima le escursioni in campagna con le foto di Manuel Putzolu, Piero e Gianluigi Murgia. Infine le mappe e la stesura dei testi. Il lavoro si conclude con la presentazione della guida nel Comune di Sant’Anna.

 

“Quest’opera si propone di rispondere a una richiesta crescente -ha detto Piero Murgia- soprattutto degli appassionati di protostoria sarda che chiedevano di poter disporre di un manuale di riferimento sulle strutture più importanti. La guida nasce dalla volontà di noi autori di fornire indicazioni utili a raggiungere i nuraghi del Sulcis”. Tanti nuraghi, dunque, testimonianza della presenza di antiche civiltà distribuite in un territorio di straordinaria importanza, intorno al Golfo di Palmas. Com’è la maggior parte dei nuraghi sulcitani? “Sono imponenti e in discreto stato di conservazione- spiega l’archeologo Nicola Dessì- ma difficili da fruire dal punto di vista turistico. Nella maggior parte dei casi nessun cartello ne indica la presenza e nessuna guida descrive il tragitto per raggiungerli. I nuraghi censiti sono molte centinaia. Ne abbiamo inserito solo una parte, i più imponenti e di facile accesso. È stata fatta una cernita dei nuraghi significativi negli undici comuni dell’Unione del Sulcis”.

 

Di fronte a tanta quantità di siti i tre autori hanno fissato dei parametri, specie le condizioni di conservazione e l’accessibilità. In certi casi è stata determinante  la presenza di scavi che hanno permesso una visione completa delle strutture, con dati scientifici per la descrizione: “Abbiamo visitato tutti i siti- aggiunge Piero Murgia- rilevando la loro accessibilità anche da parte degli anziani e di chi non è avvezzo a camminare in campagna. Oltre che dal punto di vista storico i luoghi riguardano contesti geologici e naturalistici straordinari. La loro posizione è sempre legata a una suggestiva vista panoramica rivolta quasi sempre verso il Golfo di Palmas . La loro tipologia è varia ma non si discosta da quella di altre aree della Sardegna: monotorre, a tancato, trilobato etc. Erano parte fondamentale di un sistema di controllo del territorio.

 

Nella Guida non potevano mancare alcuni siti che fanno parte della civiltà nuragica, come le Tombe dei Giganti (Barrancu Mannu, Craminalana) e i Pozzi Sacri ( Tattinu ). Culto dei Morti e delle Acque: “Il Sulcis è molto ricco dal punto di vista archeologico- commenta Paolo Luigi Dessì, sindaco di Sant’Anna Arresi- ma occorre che i Comuni, col sostegno della Regione, garantiscano la massima fruibilità. Sarebbe una piccola risposta alla crisi economica. Ferma restando l’esigenza di salvare l’industria e gli altri settori produttivi bisogna puntare sul nostro patrimonio culturale soprattutto in chiave turistica”.