Il suo nome è Magalì Fabiana Misses. Ha nel cognome materno, Serra, la sua malcelata sardità. Già, perché la giovane, nata nel 1986 a San Isidro, sobborgo di Buenos Aires, ha la Sardegna nel  cuore. Ed è dalla ricerca delle origini che la matassa della sua vita si dipana con caparbietà. Qualità che fa parte del suo modo di essere. “Serra è il cognome di mia mamma, anche se non è scritto nel documento d’identità lo uso comunque perché evidenzia la mia discendenza sarda”.

 

Sono tanti i racconti che parlano del nonno Domenichino, nato a Tresnuraghes nel 1934, che Magalì ha perso quando era piccina. Così quelli sulla vasta comunità sarda a Buenos Aires. Magalì si è diplomata in Umanità e Scienze Sociali nel 2003 al Collegio Santa Isabel. E ha studiato l’italiano alla Dante Alighieri di San Isidro. Oggi studia grafica pubblicitaria all’università di Buenos Aires. In più, sente la vocazione per il teatro e la recitazione. Anche da questo è nato il dialogo col circolo Radici Sarde di San Isidro, dove lei è responsabile dei giovani.

 

“La storia del circolo comincia grazie alla forza e al sentimento di un gruppo di coraggiosi, soprattutto donne. Un’evoluzione continua dal 1998, in un intreccio di vicissitudini che hanno portato alla sua costituzione. Nel circolo è determinante il ruolo della donna nei quadri dirigenziali”. Una delle fondatrici, Susana Manca, è professoressa di Espressione Corporale e nell’anno della fondazione, il 2000, aveva organizzato un corso per i discendenti sardi. Tanti ragazzi lo hanno frequentato. “Da lì è nato un grandissimo legame fra tutti noi. E ho avverato il desiderio della recitazione, attraverso la musica e il ballo”. Magalì racconta le tappe che hanno caratterizzato il percorso del Radici Sarde: la sede propria nel 2005, i presidenti che hanno accompagnato questo percorso, da Pablo Fernandez Pira ad Anna Ruiu. “Ho continuato a studiare teatro con un gruppo giovanile del comune a cui appartengo. Ho realizzato diverse opere di teatro, cortometraggi e ho lavorato nella televisione argentina. Facevo parte del cast di uno dei programmi comici più visti”.

 

Nel 2006 la svolta: Juan Morello Coga, attore e direttore di teatro e socio fondatore del circolo, costituisce un gruppo teatrale costituito dai soci. “Abbiamo forgiato un bellissimo gruppo di attori e amici sardi, creato manifestazioni e opere di teatro, partecipato a eventi importanti a livello comunale e provinciale. Da tre anni il governo di Buenos Aires ci contatta per prender parte al Teatro por la Diversidad, in cui ogni associazione di immigrati a Buenos Aires presenta un’opera. Il nostro gruppo rappresenta tutta la comunità italiana”. In questa chiacchierata è d’obbligo parlare del film Destinu Argentina dove Magalì è protagonista. “Una delle esperienze più belle vissute in questi anni. Tutto è cominciato da un concorso della Cineteca Sarda rivolta ai circoli dei sardi. Juan Morello Coga ha presentato un copione, la sua storia ricordava gli sposalizi per procura che si realizzavano intorno agli anni Cinquanta.

 

Abbiamo ottenuto una menzione speciale e il comune di Asuni ci ha in parte finanziato. Con Pablo Fernandez Pira abbiamo dato vita ai protagonisti della storia, che ha preso forma dai racconti dei nostri genitori, nonni e bisnonni sardi”. Per Magalì è un periodo di riscoperta delle radici. “Da piccola ho sentito parlare della Sardegna, vedevo foto di tanti paesaggi meravigliosi, strade strette, case antiche, nuraghi, gioielli e costumi tipici. Sembrava una favola questo posto lontano quanto misterioso.  Nel 2008 la Filef ha organizzato un corso di due settimane a Cagliari per giovani discendenti di origine sarda. Magalì viene ammessa. “La felicità che ho provato quando ho visto dall’aereo i confini dell’Isola è indescrivibile. Un sogno. Quei giorni a Cagliari sono stati i più eccitanti della mia vita, non solo per aver conosciuto la Sardegna, ma anche per essermi relazionata con tantissimi giovani di origine sarda provenienti da paesi diversi”.

 

Nel 2010 e 2011 il viaggio in camper nell’entroterra sardo insieme a quattro ragazzi di origine sarda dell’Argentina e degli Stati Uniti. Per Magalì, un mosaico di esperienze indimenticabili che hanno lasciato traccia indelebile nel suo animo. Il suo pensiero prima di concludere è per il nonno pressoché mai conosciuto. “Dopo il viaggio in camper, sono andata per conto mio a Tresnuraghes, a scoprire finalmente il suo paese e a conoscere i parenti. Un’emozione tra lacrime e vecchie foto dei nonni e della mamma”. Per Magalì sarebbe bello avere nuovi confronti generazionali per poter dar continuità alle associazioni sarde degli emigrati. E portare magari un giorno il gruppo di teatro del circolo Radici Sarde a recitare in Sardegna.