Una scommessa vinta. La seconda edizione di Animar, il Festival del Teatro d’animazione sul Mediterraneo, si è chiusa con un altro straordinario successo. La manifestazione organizzata da Is Mascareddas, prestigiosa compagnia viaggiante di burattini e marionette, s’è svolta dal 21 al 29 luglio con il contributo del Comune di Teulada e dell’Assessorato Regionale del Turismo.

 

Il festival, nato nel 2006, è diventato l’occasione di un atteso appuntamento. Il gradimento del pubblico, nonostante la distanza dell’evento dai circuiti culturali più noti e frequentati, ha dimostrato che anche al di fuori delle vie maestre e da alcuni luoghi deputati possono nascere delle straordinarie proposte culturali.

 

Un’idea, quella di Animar, che da una semplice intuizione ha tratto sostegno, forza e ragion d’essere. Ma non si tratta di qualcosa di casuale. Il progetto, semplice e forte, è nato dall’entusiasmo e dalla fantasia di Tonino Murru e  Donatella Pau, ma anche dalla consapevolezza delle radici della cultura popolare ed ha la sua ragione di esistere proprio nel solco di una tradizione patrimonio di tutti.

 

C’è poi un aspetto innovativo: il desiderio di aprirsi ai turisti che ogni anno affollano il territorio. Anche per questa seconda edizione un pubblico forestiero aumentato in numero e provenienza, è stato attratto da un evento entrato a far parte stabile delle iniziative, da seguire con attenzione, organizzate da Teulada. Il paese ha saputo affiancare alla bellezza dei luoghi ed al fascino di un ambiente integro, un’opportunità non marginale  per una vacanza intelligente.

 

Un messaggio, ma forse è stata una sfida, serio e credibile inviato dalla lontananza di un paese periferico e di provincia al ricco mondo dei grandi eventi super pubblicizzati e foraggiati da sponsor pubblici e privati. Uno schiaffo, infine, per quei supponenti massmedia regionali che si sono fatti fuorviare dal bagliore tremolante di lucciole, scambiate per lanterne, tanto da non riuscire a cogliere l’importanza del Festival del Teatro di Animazione sul Mediterraneo e preferire altri lidi.

 

La Rassegna ha raggiunto tutti i suoi obiettivi puntando sulla qualità artistica delle proposte. Marionette, burattini, pupazzi, oggetti animati, muppets: sedici spettacoli e quattordici compagnie teatrali. Un programma per bambini ma anche per adulti. A Teulada è, così, arrivato il meglio della scuola catalana: Jordi Bertran, Pep Gomez e Pepe Otal; Trastam Teatre e Cia la Canija (due formazioni di sole donne). La tradizione dei paesi dell’Est europeo è sta rappresentata da Gyula Molnar e dalla Compagnia Karromato di Praga. L’arte teatrale italiana ha avuto come eccezionali interpreti Paolo Papparotto, Vladimiro Strinati, la Compagnia Tanti Cosi Progetti, Chiara Trevisan, Caravankermesse e, in rappresentanza della Sardegna, Is Mascareddas. Infine, le mostre. La prima ha riguardato 80 pupazzi teatrali e televisivi , messi a disposizione dell’associazione Peppino Sarina di Tortona. S’è trattato delle creazioni di Velia e Tinin Mantegazza, fra le quali, il pupazzo Dodò della trasmissione Rai L’albero azzurro. La seconda mostra, Quattro pirati e mezzo, ha presentato una collezione di libri per bambini e ragazzi scritti da autori italiani e stranieri. Infine i laboratori ed un concorso letterario, sempre per bambini, dal titolo Di mare in mare. Il primo laboratorio è stato diretto dalla famosa textile designer sarda, Eugenia Pinna, di Nule, che ha condotto il corso di tessitura La tela di Penelope; il secondo laboratorio, L’arte del saltimbanco, è stato un divertente corso di abilità circensi. Anche il gran finale della Rassegna è stato un omaggio al Circo. Nell’intenzione degli organizzatori: una festa all’aperto, con la compagnia sarda Un Chapiteau Parapluie.

 

Una settimana indimenticabile. Neppure il destino crudele che ha strappato alla vita Pepe Otal, grande attore e regista catalano, ad appena due ore da una sua strepitosa interpretazione dell’Inferno dantesco, ha fermato lo show. Con le lacrime agli occhi e la morte nel cuore  s’è andati avanti sino all’ultimo applauso. Animar ha avuto il merito di dare continuità alle espressioni di cultura, questa volta rappresentate dal teatro di animazione. S’è vero che uno degli obiettivi della manifestazione era (senza presunzione) quello di migliorare la qualità della vita, di certo non s’è trattato di uno slogan occasionale ma, piuttosto, di un concetto profondo.

 

Il pensiero corre al crescendo di interesse che la manifestazione ha registrato: soprattutto tra le famiglie, che ci piace ricordare assorte e partecipi anche in occasione degli spettacoli più difficili ed impegnativi. S’è gia accennato che questo appuntamento estivo vuole essere anche una forma di incentivazione del turismo. Ma il tessuto economico e produttivo di Teulada non vede ancora il turismo tra le voci più significative del proprio bilancio. Anche la presenza del Festival, quindi, può servire almeno come un prezioso suggerimento: impegnarsi affinché nascano nuove strutture ricettive e quelle esistenti migliorino. Sia dal punto di vista tecnico che da quello più specificamente qualitativo. Sarebbe un’operazione altamente redditizia.

 

La domanda turistica si sta espandendo anche in questo territorio, seppure lentamente rispetto ad altre aree dell’isola, e sta diventando sempre più attenta ed esigente. Sarebbe opportuno, allora, che gli operatori teuladini dessero delle risposte. Magari, predisponendo opportunità variegate e complesse. Perché non sfruttare le opportunità offerte da chi, in modo umile e silenzioso, lavora per proporre eventi ed occasioni di promozione del territorio? L’offerta di iniziative culturali di ottimo livello, come, appunto, è stata la seconda edizione del Festival del Teatro d’Animazione sul Mediterraneo, è uno strumento efficacissimo per costruire un’immagine del paese sempre più convincente ed attraente.