Esiste un sottofondo dell’anima, ed è fatto di suoni, profumi, sapori, colori e da un sentire comune che scavalca montagne, letti di fiumi, rocce solitarie, passa tra le fronde dei boschi e degli arbusti di macchia, e avvolge e conforta, nel suo turbinare perenne, le anime dei Sardi. Questo sentire talvolta è così palpabile che fa di noi un solo grande corpo, un solo grande popolo, nonostante le diversità di abiti, di parlate, di mentalità e – a dispetto dell’insensato far finta di nulla che sempre ci impoverisce, ci umilia, ci muta in gigante dai piedi d’argilla, trasformando il nostro canto in un vociare confuso, in un mare di lamenti incomprensibili – ci sono momenti di dialogo antico, di incontro e fusione di energie che si incanalano in un unico fascio per brillare di luce nuova, mille e un milione di volte più potente, di luci a volte e troppo spesso solitarie che riunendosi si purificano, si accorgono del loro valore, del loro essere complementari e fondamentali.

 

Dal trovarsi di queste energie, che sono prima di tutto energie di luoghi e di persone, nascono idealità capaci di veicolare messaggi di identità e rinascita, e di perpetuare le eredità dei padri nell’oggi e nel domani. MureraS – il plurale del nome sardo di Muravera – è un progetto musicale che profuma di mirto. Nato dalla partnership tra Bresca Dorada e Pintaderas Recordings by Etnos, mette insieme le varie anime della musica sarda: campidanese, baroniese, gallurese, carlofortina, catalana, logudorese, il tutto accompagnato dal più tipico e gradito liquore di Sardegna: il mirto.

 

Verrebbe da dire: sorseggiare la musica. A Natale, attraverso i canali di distribuzione Bresca Dorada, in uno special pack di prodotti dell’azienda sarrabese verrà distribuito il cd, ed in seguito il libro e il dvx, che raccoglie la ricerca-rilettura di segni, immagini e suoni della cultura de domo, registrati nel parco lavoro di Monte Liuru in una tre giorni che si è chiusa – con un live demo per soli addetti ai lavori introdotto da Giacomo Serreli – in occasione del solstizio d’estate. Protagonisti della performance: Gesuino Deiana, Laura Groggia, Gabriella Cambarau, Mario Brai, Claudio Gabriel Sanna, Cuncordu Lussurzesu, Sandro Marras e la banda di Muravera.

 

“L’idea – spiega Gesuino Deiana, direttore artistico del progetto – nasce sia dal desiderio di promuovere suoni, ambienti e sapori dell’Isola, spaziando dalla tradizione al contemporaneo, sia da un profondo amore e senso di unione culturale tra conterranei. Nel cd confluiscono artisti che rappresentano il ventaglio etnico sardo consolidato nel tempo. Tra loro alcuni sono professionisti, altri esordienti in campo discografico, come Laura Groggia, una cantante di Olbia di origine veneta, che abbiamo coinvolto per allargare l’interesse per la nostra musica non solo ad esecutori sardi. Un’altra bella novità del disco è la presenza delle launeddas elettroniche di Andrea Pisu, un giovane virtuoso di San Vito”.

 

Gesuino, che non nasconde l’ambizione di portare il progetto MureraS live nelle varie contrade dell’Isola – per fare partecipi gli ascoltatori dell’enorme patrimonio etnomusicale sardo e per riaprire un serio discorso sull’antropologia di casa nostra – aggiunge: “È il momento di riscoprire l’affinità tra le radici storiche e il nostro vero spirito, che stiamo perdendo, stonati dall’oppressione culturale. Bisogna recuperare la nostra anima più sincera, farla affiorare e renderla contemporanea, per non vivere di nostalgie e avere la lucidità di difenderci dai nuovi assalti, ideologici ed economici.

 

Il Sarrabus può essere un esempio perfetto, mosso com’è da continue pressioni di sfruttamento, per la bellezza del suo ambiente: se non si regolamentano queste tensioni si rischia di cancellare un’importante ricchezza”. Paolo Melis, titolare con Enrico Diana della Bresca Dorada, racconta: “Ho sempre avuto grande interesse per la musica, e per quella sarda in particolare. È stata l’amicizia con Gesuino che mi ha portato a proporgli la collaborazione: quando si è amici si parla di tutto. Mi è capitato, nelle mie tante uscite fuori dall’Isola, di notare come la nostra musica sia un po’ sottovalutata. Inoltre, mi dispiace che, nonostante il talento di molti artisti, un buon numero di lavori restino in archivio per ragioni finanziarie. Così, visto che Gesuino è un grande tessitore di trame, ho deciso di dargli carta bianca: lui è riuscito ad accomunare musicisti da tutta la Sardegna, e a dare a MureraS una veste moderna. Faremo un’elegante confezione di mirto e la immetteremo anche fuori dal mercato locale con la stessa etichetta del cd: due prodotti che hanno una grande tipicità e che si prestano bene per essere distribuiti insieme. Abbiamo trasformato in tre giorni l’azienda di Monte Liuru e tutto l’ambiente circostante in una serie di spazi di incisione: è stata un’esperienza splendida. MureraS non è una cosa folcloristica, ma un progetto forte che lancerà sul mercato dai cinquemila ai diecimila dischi per far conoscere la musica sarda attraverso i canali del mirto. Sarebbe bellissimo portare in live le session delle sale di registrazione”.

 

Nella tre giorni di Monte Liuru i musicisti, oltre a caricarsi delle energie del solstizio, hanno potuto apprezzare la modernità della cucina sarda grazie alle alchimie dello straordinario cuoco Giovanni Fancello, capace di veicolare nell’arte dei fornelli quello spirito di rinnovamento che MureraS ha messo in campo per la musica. Persino il presidente della Regione Renato Soru ha partecipato al piccolo live nel giardino dell’azienda, tornando forse un po’ bambino e sorridendo, al suono della musica sarda, dell’immensa vitalità del patrimonio culturale isolano.