“Dal villaggio di Domus de Maria si procede lungo una ripida salita fino all’altezza di un valico dal quale si gode una splendida vista panoramica che si apre sui monti e sulle valli del Sulcis. Nella sottostante valle occidentale si trova Teulada, che con i suoi tetti corrugati si inerpica sul pendio del monte. In breve discendiamo la bella strada di montagna e facciamo il nostro ingresso nel paese. Si tratta della prima località del Sulcis vero e proprio, e la differenza si avverte subito: le case sono di pietra, non più di mattoni crudi, ed il costume tradizionale differisce alquanto da quello campidanese. […] Teulada è posta dove si trova l’antica Tegula, così chiamata evidentemente per via dell’industria di laterizi e di terracotta” (M. L. Wagner).

 

Le immagini di viaggio, specialmente se risalenti al secolo scorso, sono sempre un valido strumento di supporto alla geografia umana per delineare l’aspetto di un territorio e la sua mutata fisionomia nel correre del tempo. Fotografie indelebili del passato, ci raccontano di una Sardegna misteriosa e selvaggia, in cui la bellezza della natura è una componente principale rispetto all’opera dell’uomo e si respira la magia della scoperta per luoghi lontani, spesso difficilmente raggiungibili e per questo ancor più affascinanti. Neanche la presunta onnipotenza della globalizzazione può far tacere il mito di quelle comunità che, oggi come allora, godono di un sano ”isolamento” che ha potuto preservarne le caratteristiche primordiali.

 

Teulada, con i suoi 24000 ettari di territorio, può vantare paesaggi suggestivi ed incontaminati che spaziano dal mare alla montagna, e si prestano ad un turismo innovativo ed intelligente, nel quale è privilegiato il rapporto con la natura ed il godimento delle bellezze ambientali. La costa è lunga circa 40 chilometri ed è caratterizzata da pareti rocciose in granito, calcare e scisto che conferiscono un aspetto particolare a tutto il litorale, puntellato da cespugli di macchia mediterranea dall’inconfondibile profumo. Dalla spiaggia di Sa Tuerredda a quella di Porto Pino è un fiorire di insenature e calette nascoste che si rivelano inaspettatamente ai visitatori percorrendo la strada panoramica: promontori, strette vallette costiere e isolotti in cui i colori limpidi e cristallini dei fondali regalano un’ampia gamma di tonalità.

 

Uno scenario incantevole che culmina nel fascino selvaggio ed esotico delle imponenti dune delle Sabbie Bianche, fiore all’occhiello del territorio teuladino. Le zone interne, dalle quali è possibile ammirare scorci incantevoli di mare, sono costituite da colline e monti di altitudine contenuta ma di grande varietà geologica tanto che, negli anni passati e persino in epoca romana, vi furono praticate attività estrattive. Per poter ammirare il territorio boschivo è possibile effettuare diverse escursioni naturalistiche, a piedi, a cavallo o in bicicletta, lungo itinerari nei quali è presente un ecosistema ricco di specie animali e vegetali. Punta Pranedda, Sa Perdaia, Monte Maria e Su Fonnesu offrono la possibilità di immergersi nella bellezza della macchia mediterranea e di scoprire importanti testimonianze del passato grazie ai diversi nuraghi presenti, collocati in particolari luoghi strategici e naturali. L’abitato di Teulada sorge adagiato su un fondo valloso naturale, racchiuso nella cerchia dei monti Calcinau, Narbori Mannu e San Micheli. Nel corso degli anni si è sviluppato lungo il corso d’acqua principale della zona, il rio Launaxi, attualmente asciutto per la maggior parte dell’anno. Il suo letto divide il paese in due zone distinte, una delle quali venne chiamata dagli abitanti del luogo ”Lau de Arriu”, toponimo ancora esistente. La fisionomia urbanistica del paese denota una progressiva perdita dell’antica identità di borgo rurale, caratterizzato dalle tipiche case ”a corte” in mattoni crudi o pietra. Alcune di queste abitazioni sono ancora visibili percorrendo i vicoli dei vecchi quartieri, sviluppatisi sulle pendici dei rilievi vicini. Oltre al principale nucleo abitato, al territorio di Teulada appartengono numerosi insediamenti sparsi nella campagna e sulle alture circostanti, piccole frazioni di antica origine che rivelano come la vocazione agricola e pastorale di questa zona abbia profonde radici: ”le abitazioni di questa regione in origine furono costruite da proprietari di Iglesias o di villaggi vicini; a causa della grande distanza che li separava dai fondi, essi furono quindi obbligati a costruire sul posto un riparo, un casetta per dedicarsi senza perdite di tempo alle operazioni agricole e per tenervi i prodotti dei campi. […] Queste case presero nel paese il nome di furriadroxius; ben presto si fecero sentire bisogni di carattere sociale, per cui queste abitazioni, a poco a poco e senza riunirsi tanto da formare dei villaggi con relative vie, si avvicinarono tra loro in maniera sufficiente da creare delle frazioni. […] Questi raggruppamenti si chiamano boddeus o ’oddeus”(A. Della Marmora).

 

Dal passato emergono ulteriori elementi che ci aiutano a ricostruire in buona parte il percorso storico del paese di Teulada. Vi sono testimonianze archeologiche di epoca nuragica, le rovine di un’antica cava, in località Piscinni, resti di insediamenti fenici e punici, visibili presso Tuerredda, dove si trovano i ruderi di un ”tophet”. Ed ancora il porto di Melqart, a Malfatano, nel quale è stato rinvenuto un edificio di culto risalente all’età fenicio-punica ed infine le numerosi torri con funzione di avvistamento e di difesa, erette lungo la costa durante il XVII secolo: la torre del Budello, quella di Piscinni, di Malfatano e di Porto Scudo. Per circa 500 anni il territorio teuladino è stato soggetto a diverse dinastie baronali, che vi fissarono la residenza. All’interno dell’abitato è possibile infatti ammirare la Casa Baronale della famiglia Sanjust. Divenuta proprietà del Comune che ha saputo restituirle il suo fascino originario grazie ad un’opera di restauro, questa antica dimora ospita nei suoi locali la biblioteca comunale, e ben si presta per lo svolgimento di attività culturali e mostre. Di fronte ad essa sorge la chiesa parrocchiale della Madonna del Carmelo, risalente alla metà del 600, impreziosita da arredi in marmo dell’epoca e dalla facciata in stile neoclassico. Teulada attualmente soffre di un progressivo decremento demografico, e studia strategie di rilancio che possano condurre il paese ad un maggiore sviluppo e sfruttamento delle risorse locali. Come spiega il sindaco Gianni Albai ”l’amministrazione sta vagliando soluzioni di tipo turistico per invogliare i viaggiatori a visitare il nostro territorio ed a soggiornarvi. È dunque necessario ed urgente potenziare le strutture ricettive investendo su di esse, al fine di poter aumentare la disponibilità dei posti letto”. Si parla già della nascita di un albergo diffuso grazie al recupero di alcuni locali comunali: un ex asilo che, una volta rivalutato, potrà contenere una cinquantina di turisti. ”Le persone che quest’anno sono transitate nel nostro paese sono state 250.000 – sottolinea Albai -. Un numero consistente che deve spingerci a creare più servizi, anche nelle spiagge, ed a potenziarli in modo sostenibile, senza creare danni all’ambiente circostante e attenendosi a quanto prevede il decreto salva coste”. Il piano urbanistico necessita di essere adeguato a quello regionale. Un accurato studio del territorio è indispensabile in tal senso, se si considera che oltre ai limiti imposti dalla salvaguardia delle risorse naturali, a cui devono far seguito nuovi modi di sfruttamento benefico dell’ambiente, bisogna fare i conti con i problemi relativi alle servitù militari. ”É questa una questione controversa sulla quale si dibatte ormai da anni- prosegue il sindaco- e che può essere risolta nell’immediato solo con la volontà di trovare accordi con le autorità militari stesse. Proprio quest’anno è stato possibile fare un piccolo passo avanti grazie all’acquisizione di un chilometro e mezzo di spiaggia che è stata resa fruibile al pubblico”. Inoltre a porto Tramatzu sono stati aperti per un mese dei parcheggi gestiti dal Comune. Un’esperienza breve ma positiva che ha consentito ad alcuni giovani del paese di poter lavorare e, visto il buon riscontro, si spera di poterla riproporre per tutta l’estate dell’anno prossimo. Dal punto di vista culturale è molto interessante l’iniziativa con la quale si intende dar spazio ai pittori che hanno visitato Teulada, come Cabras e Biasi. L’idea prevede l’acquisto di alcune delle opere che ritraggono il paese e le sue attività e la creazione di un percorso della memoria nel quale siano segnalati con pannelli riproduttivi i luoghi immortalati nelle tele degli artisti. Teulada nasce come comunità legata alle attività della terra, agricole e di allevamento, e conserva ancora questa tendenza antica nonostante si stia aprendo a nuove vie di sviluppo. In particolare quella percorsa da un turismo non esclusivamente cementifero, come è accaduto purtroppo in tante altre zone della Sardegna, ma fatto di terra e di mare, di vento e profumi mediterranei, rimasteci in eredità immutati ancor prima che la penna degli antichi viaggiatori potesse descriverli.