Il silenzio e la quiete di alcune località sono una medicina efficace contro lo stress e la vita frenetica. Luoghi benefici in cui il tempo non scorre tiranno ed è facile apprezzare cose semplici e autentiche, come la cordialità e l’ospitalità della gente che li abita, o compiacersi di quelle bellezze naturali estranee alla città. Siurgus Donigala è una meta gradevole per riservarsi spazi di riposo e serenità, beneficiando delle diverse attrattive di cui il territorio dispone.

 

Situato nel cuore dell’alta Trexenta, nella zona meridionale della Sardegna, il paese è costituito dall’unione dei due centri che ne compongono il nome, avvenuta nel 1927 con un decreto del re Vittorio Emanuele III. È collocato su un territorio di basse colline a 500 m sul livello del mare, attraversato da numerosi torrenti e circondato da un altipiano di fitta vegetazione mediterranea, ricca di lentischi, corbezzoli, roverelle, lecci e querce da sughero. In prossimità dell’abitato scorre il fiume Mulargia, sul corso del quale è stata costruita una diga che ha dato luogo ad un ampio bacino artificiale. Piccolo centro agro-pastorale, Siurgus Donigala è stato abitato dall’uomo fin dai tempi antichi, come attestano le scoperte risalenti all’età nuragica.

 

All’interno del paese fa bella mostra di sé il nuraghe Su Nuraxi, testimonianza archeologica importante sia per il suo notevole stato di conservazione che per la collocazione singolare, a ridosso della chiesa di San Teodoro. Accanto ad essa vi sono i resti di un interessante complesso sepolcrale bizantino ed alcuni monoliti intarsiati della medesima epoca. Da segnalare inoltre il nuraghe Gega, al confine con il paese di Gerrei, e il nuraghe Erra, posto su un colle che domina tutta la Trexenta. I due villaggi preesistenti, quello di Siurgus e quello di Donigala, hanno avuto genesi differenti. Il primo, il cui nome deriva dal termine Xiurgus, trae origine da un monastero di monaci bizantini di cui sono visibili ancora i ruderi. Il secondo invece si è sviluppato in epoca medioevale. Donnicalia significa infatti “insieme dei beni appartenenti al dominus”, ossia al signore.

 

Il nucleo abitato attuale conserva, nella sua forma urbana, un tratto distintivo netto tra i due centri, che si sono accresciuti autonomamente: Donigala è rivolto verso le montagne settentrionali mentre Siurgus, collocato a sud-est, si apre verso i colli della Trexenta. Entrambi hanno mantenuto le loro caratteristiche peculiari e conservano piccoli angoli suggestivi con antiche costruzioni ben conservate, curate in ogni dettaglio, e viuzze lastricate. Le case, in stile tradizionale campidanese, sono realizzate con blocchi di pietra grigia, ingentilite dal porticato interno (lolla) e dalla corte alla quale si accede tramite portali monumentali, incorniciati e decorati. Il fascino di queste abitazioni non sfugge a chi attraversa il paese, e contribuisce a creare una rassicurante atmosfera di riscoperta delle cose belle del passato.

 

Iniziando la passeggiata dall’antico borgo di Siurgus si può ammirare la chiesa parrocchiale di San Teodoro in stile tardo-gotico, il vicino Su Nuraxi e l’edificio del Monte Granatico situato sulla via principale del paese. Santa Maria è invece la parrocchiale di Donigala, un edificio con forme gotiche portato a termine dal canonico Roger e collocato su un ampio piazzale a cui si accede da uno scenografico portale settecentesco. Uscendo dal centro abitato si scoprono luoghi di grande valore naturalistico, ideali per escursioni a cavallo o a piedi e attrezzati con moderne strutture ricettive. Il lago Mulargia, incastonato nelle campagne che circondano il paese, regala uno spettacolo che vale davvero la pena di contemplare. Un giro in barca o col battello è l’ideale per apprezzare le splendide insenature, ammirando la rigogliosa vegetazione che si specchia nelle acque placide del lago ed i numerosi isolotti.

 

Uno scenario magnifico per vivere un soggiorno all’insegna del relax a contatto con la natura. Altra tappa fondamentale è la visita all’oasi di Monte Moretta, a circa 15 km dall’abitato, in cui è possibile praticare il trekking o semplicemente visitare l’orto botanico e seguire il percorso che conduce al belvedere. Siurgus Donigala è un paese la cui economia si basa prevalentemente sull’agricoltura e l’allevamento del bestiame bovino e ovino. Una modesta attività industriale ha preso vita nel settore lattiero-caseario, mentre il settore turistico-ambientale è in fase di crescita. Pur appartenendo per variante linguistica all’area campidanese, Siurgus Donigala privilegia da sempre la tradizione poetica logudorese, i cui rappresentanti vengono regolarmente invitati ad esibirsi in occasione delle feste patronali.

 

Nel 2005 l’amministrazione comunale, in collaborazione con la Regione Sardegna e con l’Associazione Culturale Musicale Ennio Porrino di Elmas, ha dato vita ad un interessante progetto culturale, Sonus e Versus, allo scopo di salvaguardare e far conoscere lo straordinario patrimonio musicale tradizionale del paese. La grande vitalità artistica di Siurgus Donigala è ben rappresentata nelle 53 registrazioni raccolte nell’ambito della ricerca, che testimoniano la presenza di diverse tradizioni musicali diffuse in buona parte dell’isola. Inoltre il paese è noto in tutta la Sardegna per essere luogo d’origine di Fiorentino Piras, uno tra i più grandi maestri della fisarmonica ancora in attività. L’ambiente intatto e salubre, la buona cucina e le secolari tradizioni popolari fanno di Siurgus Donigala un luogo indicato per chi ama svagarsi senza grandi eccessi, lasciandosi sorprendere dalla natura di questo territorio che ha ancora tanto da svelare.