Nelle acque tra Carloforte e Portoscuso, è iniziata una nuova stagione di pesca al tonno rosso di corsa, attraverso l’antico sistema di cattura della tonnara fissa. Con oltre mezzo millennio di storia alle spalle, questa ancestrale attività economica legata al mare è ancora praticata con interesse, nelle acque a nord dell’isola di San Pietro e capo Altano, pur in mezzo a mille difficoltà ed aspetti talvolta imprevedibili, che rischiano di mandare all’aria un’intera stagione di pesca. Tuttavia, il pericolo oggi ricorrente, per la sopravvivenza ed il futuro dell’attività, non è portato da aspetti meteorologici, né biologici, in quanto il tonno passa ancora vicino alla costa dove i tonnarotti tendono le loro trappole, fatte di cunicoli di reti, cavi, catene e ancore.

 

L’insidia, arriva dalle quote di cattura concesse, il cui ammontare è in continua diminuzione, al punto da preoccupare gli imprenditori che stanno dietro alle tonnare e credono nel loro sviluppo. Secondo gli ultimi dati raccolti dall’Iccat, la Commissione internazionale per la conservazione del tonno atlantico, gli stock della risorsa ittica Thunnus thynnus sono in diminuzione, a causa della pesca intensiva. Anche se è da scongiurarsi il pericolo di estinzione, l’allarme lanciato da ricercatori e tecnici del settore, ha portato le istituzioni sovrannazionali, a partire dall’Unione Europea, ad approvare piani di gestione della pesca via via decrescenti, per gli stati membri, intervenendo sulla cosiddetta tac, ovvero il totale ammissibile di cattura.

 

Di conseguenza, quota ridotta anche per l’Italia, che, per la stagione corrente, può contare su circa 1800 tonnellate, da ripartire tra detentori di quote per la pesca a circuizione (le cosiddette tonnare volanti, la fetta maggiore, oltre l’80 per cento della tac nazionale), palangari (ovvero palamiti d’altura), tonnare fisse e pesca sportiva.

 

Il problema, si pone in quanto il pescato delle tonnare fisse, in aumento negli ultimi anni anche considerando il blocco imposto alle reti derivanti illegali, dette spadare, rischia di non rientrare nella quota concessa, l’anno scorso superiore alle 200 tonnellate. In pratica, si produce più risorsa rispetto a quella che si rende legalmente disponibile per il mercato, un po’ come avviene per gli allevatori sardi che producono latte. Infatti, la quota che il Ministero delle Politiche Agricole destina quest’anno alle tonnare, è inferiore a quella concessa nel 2010, ponendo le tonnare dell’Isola Piana e di Portoscuso in condizioni di operare al limite delle loro possibilità.

 

A tutela delle legittime richieste dei tonnarotti del Sulcis, gli unici operativi in Italia e tra i pochi nel Mediterraneo, si sono espressi parlamentari sardi, il governo della Regione Sarda e quello della Provincia di Carbonia – Iglesias, nel tentativo di spuntare un margine operativo tale da garantire i livelli occupazionali (decine i giovani disoccupati impiegati) e le risorse per calare le tonnare anche nelle prossime annate.

 

Frattanto, l’attuale inizia tra dubbi ed incertezze, anche se le reti calate di fronte alle Tacche Bianche ed a Capo Altano, da parte della Consociazione Tonnare Sarde in collaborazione con la Tonnare Sulcitane, puntano ugualmente a mattanzare gli esemplari migliori di tonno rosso, pesanti alcuni quintali. Potrebbe essere una stagione più attenta al peso di cattura (non inferiore ai 30 kg), portando a pagliolo solo gli esemplari di taglia, i più richiesti dal mercato giapponese ed italiano, oggi divenuto il principale, a causa della crisi internazionale dei prezzi, l’aumento dei costi di trasporto e della quota di mercato del tonno allevato nei gabbioni a mare.

 

Il tonno lavorato a Carloforte, oltre che per le conserve di qualità realizzate negli antichi stabilimenti della Punta, viene venduto per alimentare l’esigente clientela dei sushi bar, di altre aziende conserviere nazionali e della domanda del fresco, dove, nelle pescherie locali, ad inizio stagione raggiunge punte di 25 euro al kg. Altro fattore importante per l’economia delle tonnare è il turismo, sviluppato attraverso visite guidate negli stabilimenti ed immersioni tra i tonni che nuotano nel reticolato detto isola, a cura del Carloforte Tonnare Diving Center. Inoltre, ogni anno rais e tonnarotti ricevono la visita di ricercatori universitari, scienziati e documentaristi provenienti da tutto il mondo, per immortalare il rito unico e suggestivo delle mattanze.

 

GIROTONNO     

Legato alla stagione della tonnara, da quasi un decennio a Carloforte si tiene il Girotonno, manifestazione internazionale di enogastronomia, cultura e spettacoli dedicata a “sua maestà” il tonno rosso di corsa. Quest’anno, la kermesse si terrà dal 2 al 5 giugno, sviluppandosi attraverso appuntamenti ormai collaudati ed alcune novità, che hanno portato il Girotonno ad essere considerato tra i grandi eventi turistici della Sardegna. La presentazione della nona edizione, si è tenuta alla Bit di Milano a febbraio, attraverso depliant esplicativi ed una promozione mirata. Alle porte dell’estate, sull’isola di San Pietro sono attesi migliaia di visitatori, che andranno ad affollare gli stand dedicati alla migliore cucina locale ed internazionale a base di tonno di mattanza, avente il suo massimo sbocco nella competizione gastronomica internazionale, a cui partecipano delegazioni di chef provenienti da quei paesi dove il tonno in cucina è diffuso e consumato. Inoltre, ci saranno le degustazione dei migliori vini sardi, le esilaranti esibizioni degli artisti di strada del Buskers Festival, la conferenza sulla pesca e la sostenibilità ambientale, il villaggio espositivo, gli spettacoli ed i concerti serali.