Gocce di solidarietà. Una pioggia benefica che diventa torrente e inonda le regioni più povere del mondo. Da quattro anni l’associazione Cooperazione Internazionale “America Latina” Onlus collabora alla realizzazione di progetti di solidarietà e di sviluppo in Sierra Leone, Brasile, Argentina, Siberia, Papua Nuova Guinea. Ma l’attività di questo piccolo gruppo di laici guarda al mondo intero: scuole, centri medici, mense per i poveri, case famiglia, pozzi d’acqua, adozioni a distanza, sono solo alcune delle iniziative, in genere rivolte ai bambini dei villaggi più poveri o delle favelas.

 

L’associazione è nata per sostenere la missione di Padre Mario Cuomo che opera ad Anapolis, in Brasile. Qui ha collaborato alla costruzione di una grande casa famiglia che ospita bambini di tutte le età. Di recente, grazie alla generosità di una famiglia  di Cagliari, è stato acquistato un terreno, a Vivian Park,  dove potrà essere costruito un asilo, in grado di accogliere trenta bambini. La generosità però non può avere confini. Ben presto l’associazione, di cui è presidente Wilma Fulgheri, decide di accogliere le richieste di aiuto che provengono sempre più drammatiche da quelle terre dove la sopravvivenza è, da sempre, lotta quotidiana. In Argentina, nella periferia di Buenos Aires, nel poverissimo quartiere di Pinzo, un “Comedor”, cioè  una mensa popolare garantirà un pasto giornaliero a bambini e anziani.

 

A luglio, in Papua Nuova Guinea, sarà inaugurata la scuola elementare del villaggio di Mukili, in mezzo alla foresta, costruita in legno e simile a una palafitta. In Siberia è stato adottato l’asilo di Polovinnoje, un villaggio distante 350 chilometri dal capoluogo Novosibirsk. Sono stati effettuati diversi interventi di ristrutturazione ed assicurato un sostegno costante per migliorare la qualità della vita di tanti bambini. Infine l’Africa. A Ma-King, in Sierra Leone, è stata realizzata la Scuola Elementare.

 

A Lokomasama è stata posta la prima pietra per la costruzione di una scuola professionale di taglio e cucito che sarà completata entro il 2008 e accoglierà una ventina di ragazze. Sempre a Lokomasama sorgerà un Centro Medico. Inizialmente funzionerà come Day Hospital e Dispensario di medicine. Una simpatica iniziativa, a margine delle scuole elementari e secondarie di Lungi Town, sempre in Sierra Leone: un allevamento di polli. Utile per il fabbisogno degli alunni e per l’organizzazione di una piccola attività imprenditoriale.

 

Ma il grande cuore dell’associazione non poteva ignorare le richieste di aiuto provenienti dal  Benin e dal Kenia. In quest’ultima nazione la collaborazione è rivolta alle comunità di Kiwanjiani, Kamp ya Juu, Modogashe e Garbatulla, Kinna, Bulimbo, Mombasa. Tante iniziative rese possibili dalle donazioni che arrivano da tutta Italia. Ma lo spirito dell’associazione non è quello di riversare aiuti economici senza controllo, piuttosto quello di cooperare. Ogni progetto viene seguito sino alla sua realizzazione. I soci provvedono a recarsi sul posto per controllare se gli aiuti sono andati a buon fine. Sviluppo e solidarietà.

 

Sono circa mille le adozioni a distanza. Con 185 euro all’anno è possibile assicurare ad un bambino adottato l’istruzione scolastica, un pasto quotidiano, le cure mediche e le vaccinazioni obbligatorie. Oltre 300 famiglie siciliane hanno accolto l’invito. Nel Sulcis, tre comunità: S.Anna Arresi, Bacu Abis e Terresoli, complessivamente, hanno adottato più di 200 bambini.  Da qualche anno l’Associazione promuove il progetto Un pozzo per la vita. Si tratta di contribuire, con la quota minima di un euro, alla costruzione di pozzi d’acqua nei villaggi più poveri e sperduti dell’Africa.

 

Una vera e propria mobilitazione a favore di quelle popolazioni che soffrono maggiormente la mancanza di acqua potabile. In Sierra Leone ne sono stati realizzati quattro. Per costruire un pozzo sono sufficienti quattromila euro. In mezzo ai laici del gruppo opera anche don Pietro Piras, il parroco di S. Anna Arresi che per lungo tempo è stato responsabile dell’attività missionaria della Diocesi di Iglesias. Lasciato l’incarico, don Pietro non ha però cessato di continuare nella sua opera a favore degli ultimi della terra.

 

Per realizzare i progetti, anche quelli più impegnativi, l’unica strada è quella della predica del vangelo di solidarietà, soprattutto ai laici. Ecco, allora, il sacerdote e il gruppo andare nelle piazze, nei bar, nelle discoteche, nelle fabbriche, nelle scuole, nelle chiese, fra gli extracomunitari. A Roma, ad esempio, sono stati coinvolti diversi gruppi arabi e africani. Persone, in genere, di religione musulmana, disponibili a dare un sostegno, nonostante le difficoltà economiche, per aiutare quelli che, nelle loro terre d’origine, potranno beneficiare di queste piccole gocce di solidarietà.

 

“C’è tanta generosità anche al di fuori della Chiesa – dice –, la gente è buona ma deve essere coinvolta e, soprattutto, non va mai tradita. Ci piacerebbe poter ogni giorno riaffermare che in comunione con Dio e l’Umanità, lavoriamo a costruire l’universale civiltà dell’amore, come servizio all’uomo, con un’attenzione preferenziale agli ultimi”.

 

Di qui anche la scelta di uno stile di vita sobrio. Poveri per aiutare i più poveri. Nessuna ostentazione, neppure quella dei grandi atti di generosità che ogni giorno grazie a loro contribuiscono a dare speranza ai meno fortunati. È un ritorno al Vangelo, nel senso più autentico dell’espressione. Il volontariato è inteso come un dovere che per i tanti laici di Cooperazione Internazionale America Latina Onlus, scaturisce comunque dalla fede.

 

I padri spirituali di questa “idea di solidarietà” sono stati l’ex vescovo di Iglesias, Monsignor Tarcisio Pillolla ed il cardinale Carlo Maria Martini: “Il nostro unico obiettivo è quello di metterci a disposizione dei più poveri e dei diseredati – dice Wilma Fulgheri, presidente dell’associazione –: con lo stesso entusiasmo e la stessa passione ci impegneremo per le popolazioni delle diverse regioni del mondo. Desideriamo sottolineare che la nostra associazione, composta da laici, vuole collaborare con la Chiesa locale per essere testimonianza dell’amore che abbiamo per Cristo ed il Vangelo. La nostra attenzione è rivolta ai più deboli perché il mondo dei potenti è distratto mentre quello dei poveri, come sempre, usato e sfruttato”.