Una rete di cooperazione fra Comuni per il recupero e lo sviluppo delle attività artigianali tipiche. Nascono  le botteghe dei tessuti tradizionali e del costume sardo. L’iniziativa è delle amministrazioni comunali di Teulada, Santadi e Sant’Anna Arresi, i cui territori confinanti consentono di proporre un progetto unitario di sviluppo di alcune forme, in difficoltà o desuete, di artigianato.

 

L’obiettivo finale è quello di favorire uno sviluppo di sistema per queste antiche manualità e nello stesso tempo realizzare una crescita dell’offerta culturale nell’intero territorio. Quest’ultima servirà da supporto al mercato turistico nell’ambito di un pacchetto di proposte che oltre a spiagge, sole  e mare, intende valorizzare anche le aree rurali, ricche di storia, ambiente, archeologia, tradizioni, folclore, produzioni eccellenti del settore agroalimentare.

 

Le attività artigianali, strettamente connesse fra di loro, avranno come finalità la realizzazione del costume tradizionale sardo, il recupero dei tessuti di Santadi, la riscoperta dei tappeti e degli arazzi di Sant’Anna Arresi e il rilancio dei pregiati ricami di Teulada. L’investimento, di 115 mila euro, è finanziato dalla Regione Sarda e in parte dagli stessi comuni: “Con questo progetto intendiamo sviluppare il tessuto economico intercomunale – spiega Alessandro Serafini, assessore alle attività produttive del Comune di Teulada – e lo stiamo facendo con la creazione di alcune botteghe-scuola.

Queste sono dirette da vecchi maestri artigiani e consentiranno di tramandare ai giovani i segreti e le tecniche dell’artigianato. Sarà un modo per rafforzare le tradizioni e puntare sulla popolazione locale e sul turismo. La tutela e la conservazione degli elementi che caratterizzano la nostra specificità potranno rappresentare una risposta anche alla crisi economica del territorio”.

 

In quest’ambito assume un grande significato l’ubicazione dei laboratori. Per quanto riguarda Teulada, la sede sarà l’ex Palazzo Baronale Sanjust, mentre Santadi avrà a disposizione un edificio scolastico e Sant’Anna Arresi uno spazio nel Centro Sociale. Strutture adeguate che potranno garantire la massima visibilità ed il successo dei prodotti grazie anche alla facile accessibilità da parte di cittadini e turisti. C’è un filo che si tende, come già accennato, fra questi Comuni ricchi di storia, cultura e tradizioni.

La bottega del ricamo di Teulada è funzionale, dunque, all’arte tessile dei tappeti, patrimonio del comune di Sant’Anna Arresi. Queste botteghe-laboratorio, a loro volta, sono strettamente collegate a ciò che verrà realizzato a Santadi. Qui si farà la tessitura della lana, in particolare l’orbace. Saranno impiegate le tecniche arcaiche di colorazione attraverso l’utilizzo di piante ed erbe naturali.

 

“Tutti gli interventi sono funzionali alla crescita culturale ed economica delle comunità coinvolte – spiega Virgilio Impera, assessore del Comune di Santadi – in particolare delle giovani donne, che avranno a disposizione nel loro paese d’origine oltre ai laboratori anche una biblioteca, ricca di documenti, testi, libri materiale fotografico ed audiovisivo, sull’artigianato. Saranno strumenti utili a motivare gli allievi, ma anche altre persone eventualmente interessate, ad acquisire le conoscenze tecniche più utili per creare piccole imprese di produzione artigianale”. Il filo si dipana poi attraverso una serie di considerazioni sociologiche.

È utile questo intervento programmato perché la creazione delle botteghe artigiane consentirà un coinvolgimento attivo di una cinquantina di allievi, i quali oltre ai vantaggi di un’esperienza altamente professionale potranno fruire degli strumenti culturali indispensabili per affrontare le criticità educative e sociali esistenti nel territorio. L’intero progetto si propone il recupero di queste manualità desuete ma con particolare attenzione alle mutate esigenze del mercato, specchio di una società in continua evoluzione. Saranno, quindi, adottate nuove modalità e nuovi criteri di gestione.

Dovranno basarsi su moderni principi organizzativi, quelli, caratterizzati da maggior efficacia, rispettosi dell’identità locale e dotati di obiettivi in sintonia con un reale percorso di sviluppo socio economico. Il nuovo artigiano, dunque, dovrà essere disponibile a pianificare, organizzare e monitorare la propria attività nelle botteghe-scuola  affinché queste possano avere tutti i requisiti di qualità e di efficienza ed ottimizzare, in questo modo, le risorse esistenti nel territorio dei tre Comuni aderenti all’iniziativa.

Prendendo a prestito una bella espressione di Eugenio Tavolara, si può dire che per l’artigianato è opportuno procedere alla “Innovazione nella tradizione”. Si può operare secondo le concezioni più moderne ed avveniristiche, per non rinunciare alle esigenze del mercato, ma senza rinunciare alle peculiarità più autentiche e genuine del territorio e, più in generale, della Sardegna. I fili, l’ordito e la trama sono elementi cardine della cultura artigianale di Santadi, Sant’Anna Arresi e Teulada. Se per i primi due Comuni l’applicazione ha riguardato preziose lavorazioni di tessuti pregiati, produzioni di orbace, tappeti ed arazzi, per quanto riguarda Teulada s’è sviluppata soprattutto nei famosi ricami a “punt’’e nu” ed a “punt’a brodu”.

 

È noto come la crisi dell’artigianato, determinata da produzioni standard e a prezzo stracciato, provenienti da paesi extraeuropei, abbia mortificato le possibilità di competizione degli artigiani locali. Oggi occorre puntare sempre di più sull’originalità e la qualità dei manufatti e sulla conquista di mercati di nicchia perché è qui che si può conservare un’impronta etnica e ottenere un’adeguata remunerazione del prodotto artigianale autentico. La scelta di colorare i tessuti solo con piante spontanee esistenti nel territorio consente di proporre una gamma di colori vastissima (sono circa cento le possibili combinazioni ) e di ottenere un valore aggiunto che significa qualità e prezzo più remunerativo per l’artigiano.

 

Il progetto prevede l’organizzazione delle botteghe come un organismo unico. In ogni Comune ci sarà un laboratorio di produzione, dove attraverso il coinvolgimento dei maestri artigiani saranno realizzati corsi di gruppo per apprendere le conoscenze relative alla tecnica e alla storia delle forme di artigianato come la tessitura e il ricamo. Saranno organizzate mostre tematiche permanenti dedicate al costume sardo con esposizione di tessuti, ricami e manufatti vari per promuovere la commercializzazione dei prodotti. In ogni paese si potrà ammirare il costume sardo tipico del luogo. Infine una piccola area multimediale e una biblioteca tematica consentiranno di consultare i vari processi della lavorazione e conoscere le peculiarità dell’artigianato locale.