L’educazione ambientale, oggi più che mai, è un aspetto prioritario nella formazione dell’individuo. È soprattutto un percorso di educazione al cambiamento che, in modo sempre più marcato, si incontra con la diffusa esigenza di riscoperta dei saperi locali. La biodiversità: la ricchezza di cui si compone la vita sulla terra, non riguarda solo la natura, ma include le esperienze che l’uomo ha maturato nel suo cammino e che costituiscono parte integrante del suo essere. In questo serio ed apprezzabile cammino si inserisce l’attività dell’Ecomuseo dell’Alto Flumendosa, ovvero l’ecomuseo di Seulo.

Secondo una definizione consolidata, l’ecomuseo è un patto per cui la popolazione s’impegna a prendersi cura del proprio territorio, inteso come frutto del rapporto uomo-natura. Non si tratta, perciò, di un patrimonio museale classico, fatto di reperti conservati in un edificio, ma della magica storia – che continuamente si intreccia e si rinnova – di uomini e luoghi, paese e campagne, fiume e monti. Una storia che è vita, memoria, futuro, preziosa ospitalità, ricchezza di sapori e profumi.

L’Ecomuseo di Seulo – gestito dal Centro studi sull’ambiente in convenzione col Comune e la Regione- è incentrato sulle tradizioni agropastorali e si basa su numerosi e affascinanti percorsi tematici: partendo da quello geologico naturalistico de Su stampu de su turrunu e passando per quello urbano, agrario e delle chiese campestri, si approda a quello forestale, pastorale, fluviale, geologico e pastorale e infine minerario.

I suoi operatori – a un tempo guide escursionistiche e educatori – tengono stimolanti laboratori sulle tradizioni agropastorali e sull’ambiente: svelando i segreti della lavorazione del formaggio e del pane, accompagnando i curiosi nell’universo dei giochi e dei giocattoli tradizionali, e insegnando le migliori tecniche di osservazione e orientamento. Di grande interesse sono i campi scuola proposti dall’ecomuseo, dove i ragazzi hanno la possibilità di imparare a contatto con la natura e di toccare con mano la millenaria cultura barbaricina.

“Le attività dei campi scuola, uscendo dai canoni della gita scolastica, coinvolgono i ragazzi in modo attivo e divertente in percorsi storico-naturalistici di esplorazione e conoscenza, e permettono l’approfondimento dei principali aspetti socio-ambientali dell’entroterra”, spiega Maria Carta, operatrice dell’ecomuseo. “L’esplorazione diretta è il modo migliore per conoscere l’ambiente naturale e le modifiche prodotte da secoli e secoli di antropizzazione. In questo modo i ragazzi fanno proprie le problematiche umane storiche e recenti, e maturano responsabilità e rispetto verso l’ambiente”, continua Maria, che aggiunge: “Il loro spirito d’osservazione e di critica cresce, così la capacità di analizzare il mondo. In più, utilizzando le carte geografiche e tematiche, gli alunni apprendono i legami tra la realtà e i suoi metodi di rappresentazione”.

Le pratiche di insegnamento, utilizzate dall’ecomuseo di Seulo nei suoi campi scuola, sono la ricerca abbinata all’esplorazione. Ovvero: partecipazione, con la pratica in prima linea, cosicché i visitatori giocano un ruolo da protagonisti. I ragazzi, oltre alle attività citate, potranno partecipare anche a laboratori sul riconoscimento della flora, brevi corsi di fotografia, giochi di ruolo e animazione. Seulo fa parte del Parco geominerario e storico della Sardegna per l’area Seui-Seulo-Gadoni-Laconi.

Tra le bellezze del suo territorio l’oasi naturalistica del monumento naturale Su stampu de su turrunu e l’area protetta di Nusaunu dell’Ente foreste della Sardegna. L’ecomuseo gestisce le grotte Domus de Janas, l’attrezzatissima area rifugio di Sa funtana de su predi, dotata di capanni con camino, sorgenti naturali e 250 posti a sedere in un bosco di castagni secolari, e il rifugio di Funtana de Peddassu. Tutt’intorno i meravigliosi tacchi, le vaste foreste, i nuraghi di Ticci, Su Nuraxi e Su Nuraxi Piticu, le Domus de Janas di Lareri – note in paese come Is Forreddus – il Monte Perdedu e il meraviglioso sistema fluviale del Flumendosa che regala al visitatore suggestioni davvero uniche, impedibili per i veri amanti della nostra Isola. Tra le immancabili visite quelle alle concrezioni calcaree de Sa Stiddiosa, al sistema di laghetti di Is Caddaias, al sorprendente balzo d’acqua in piena foresta di Piscina ‘e Licona, all’emozionante spaccatura nell’altopiano di Su Disterru, all’affascinante dolina di Su Cannisoni.