Si è chiusa con il concerto della musicista Eleonora Georgia Sale, al Museo Archeologico di Olbia, la Mostra Maistros: le dolci e suadenti note dell’arpa si sono incontrate con un arcobaleno di colori,  in una esposizione nella quale hanno trovato espressione arti antiche, saperi, mestieri dimenticati, conoscenze e competenze del passato, tramandate nel tempo dae babbu in fizu, dae mastru a dischente.

 

Con il Progetto Maistros fortemente voluto e sentito dalle insegnanti e dai bambini della Scuola dell’Infanzia e delle classi seconde del Terzo Circolo Didattico di Olbia,  abbiamo voluto avvicinare gli alunni alla scoperta e condivisione di quelle arti e mestieri perché crescano con la consapevolezza che il loro futuro ha radici antiche che si sviluppano e avviluppano nel mondo di oggi, arricchendolo e realizzandolo.

 

In Sardegna erano tante le maestrie che, ancora oggi presenti, permettono di “conservare per quelli che verranno, ciò che era” (Chiara Vigo, Maestra di bisso marino): da questo insegnamento è scaturita l’idea per questo progetto che continua e arricchisce le precedenti esperienze portate avanti nella nostra scuola: realizzato con il Patrocinio e il finanziamento del Comune di Olbia e grazie alla disponibilità e collaborazione di amici preziosi, in prima persona del Sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli, i bambini hanno lavorato per un anno intero, osservando, facendo, costruendo i loro saperi a partire da cose semplici della vita di tutti i giorni per produrre manufatti, elaborati, quadri, documenti della loro esperienza scolastica che è andata ben al di là del semplice leggere, scrivere, far di conto, pur imparando attraverso di esse a leggere, scrivere, far di conto.

 

Così i diversi percorsi (filiera del latte e lavorazione del formaggio, allevamento del baco da seta, filatura e tessitura della seta, lavorazione e tintura della lana con essenze naturali, conoscenza del costume sardo, manipolazione dell’argilla) come magiche trame si sono fra loro intrecciati creando un colorato tappeto di consapevole conoscenza. Tanti gli amici da ringraziare per aver reso possibile la realizzazione di un percorso  culturale, ricco, coinvolgente, mai noioso, teso a far conoscere a tutti noi un  tassello di quel meraviglioso, magico, talvolta ancora sconosciuto, puzzle, che si chiama Sardegna.Tra questi, Maria Corda di Orgosolo, ultima allevatrice del baco da seta e tessitrice di su lionzu: che ci ha dimostrato come un’arte antica e quasi dimenticata possa ancora oggi, nell’era della tecnologia, vivere e far rivivere con semplici gesti il passato ancora presente negli abiti dei giorni di festa.

 

Remigio Serra, giovane  e intraprendente conoscitore dell’arte della tintura della lana con colori naturali e appassionato allevatore di bachi da seta ha guidato i bambini a vivere in prima persona la nascita e la crescita dei piccoli bruchi fino allo sbozzolamento della falena, vissuto con entusiasmo, mentre con la collaborazione di Giovanna e Gabriella Lutzu i bambini hanno scoperto che essenze e erbe utilizzate quotidianamente possono dare colorata vitalità alla lana. Carla Pischedda e Emanuele Salis dell’Agenzia Laore: con loro il latte si è “magicamente” trasformato in formaggio e ricotta, con piacere assaggiati da qualcuno forse per la prima volta. Il Museo Meoc di Aggius ha condotto i bambini nella scoperta di antiche tradizioni e giochi di piazza. Il gruppo Folk di Olbia ha mostrato la bellezza del nostro costume.

 

Un ringraziamento va anche a chi  ha dato fiducia e spazio, come l’Olbia Expò che ha per primo ospitato la mostra, spostata poi al Museo Archeologico, per volontà del suo responsabile Mauro Mibelli e dei collaboratori di Archeolbia, in particolare la presidente Giorgia Bacciu. Dopo un anno di attività i bambini hanno avuto modo di conoscere diversi procedimenti produttivi della nostra terra per rendersi conto, in maniera inconsapevole prima e sempre più consapevole poi, dell’importanza della conoscenza dell’ambiente e del territorio nel quale vivono, avvicinandosi in maniera naturale al concetto di filiera corta e dei prodotti di nicchia: l’una che aiuta e contribuisce sia allo sviluppo dei nostri prodotti che alla diminuzione dell’impatto ambientale dovuto ai lunghi trasporti di beni, gli altri che contribuiscono a tramandare per coloro che verranno ciò che era, nella conoscenza di usi, lingua, abitudini e tradizioni, senza i quali non saremmo oggi ciò che saremo domani: un piccolo grande sogno che si avvera.