Cinque anni di successi per Animar, Festival internazionale del teatro di animazione sul Mediterraneo. L’evento caratterizza le serate estive a Teulada. Nato da una felice intuizione della compagnia Is Mascareddas e del Comune, sta incontrando sempre di più i favori del pubblico, soprattutto dei turisti che scelgono questo territorio come meta delle loro vacanze in concomitanza col Festival. La quinta edizione è andata in archivio poco prima di ferragosto. Non ha deluso le attese ma dopo cinque anni è opportuno un bilancio, soprattutto se si deciderà di portare ancora avanti questa esaltante esperienza.

 

Prima di commentare Animar 2010 è indispensabile un  preambolo. Spesso le iniziative culturali nascono per durare nel tempo ma si esauriscono velocemente, vanificando i presupposti di base. Qualche volta, invece, ci s’imbatte in manifestazioni che reggono e, anzi, col tempo diventano sempre più importanti. Di fronte a questi risultati, in qualche misura anomali, non si può che essere sorpresi e incuriositi. La situazione è ancora più interessante se si riflette sul fatto che il luogo in cui sono nati alcuni episodi culturali diveenuti poi consuetudine, è molto distante dai circuiti tradizionali e dai grandi centri più famosi e frequentati.

 

Accade poi che la notizia di questi avvenimenti raggiunga l’opinione pubblica in modi talmente imprevisti da risultare incomprensibili. Tutto ciò nonostante i reiterati silenzi (salvo qualche rara eccezione ) dei media, forse derivanti da una concezione errata della cultura e dei suoi luoghi oppure dal vezzo di ritenere che lontano dalle stanze del potere e da alcuni santuari del busines imposti poco o nulla di realmente significativo accada. Questione di prospettiva: cinque anni possono essere insignificanti, ma nella realtà trasformarsi in qualcosa di concreto. Intanto, rappresentano un’evoluzione rapida ma intensa, come si conviene alle grandi idee che nascono da una semplice intuizione, da cui traggono forza e ragione d’essere. Nonostante i silenzi degli addetti ai lavori, il Festival trae la sua linfa vitale dall’affetto e dall’entusiasmo della gente, che ha intuito che non si tratta di un evento casuale.

 

Quel teatro per i piccoli che piace da morire anche agli adulti non nasce, tuttavia, solo dall’entusiasmo e dalla fantasia ma anche da un profondo substrato culturale e ha la sua ragione di esistere nell’ambito della tradizione popolare, patrimonio di tutti. Allora la sfida lanciata da un piccolo paese di provincia risulta credibile. Gli spettatori hanno premiato il festival nonostante i massmedia. Animar, nelle sue cinque edizioni,  ha portato a Teulada 136 spettacoli e 72 compagnie, provenienti da Italia, Spagna, Ungheria, Francia, Belgio, Repubblica Ceca, Brasile, Cile, Germania, Turchia, Grecia e Argentina. Ogni sera, per otto giorni, i riflettori si sono accesi nell’ex Palazzo Sanjust, nel suo giardino e in quello del Municipio.

 

Tre palchi per ospitare burattini, marionette, pupazzi, attori. Hanno raccontato storie, leggende, fiabe, favole, cose vere e inventate, looghi reali e fantastici. Spettacoli ed incontri con gli artisti. Tutto per lasciarsi coinvolgere in un sogno ed essere rapiti dalla magia del teatro di animazione. Poi i laboratori, sempre diversi, studiati per impegnare piccoli gruppi di bambini in attività manuali, fisiche e di abilità ma anche culturali.

 

La formula tiene conto delle esigenze di tutti: bambini e adulti, famiglie, esperti di teatro e semplici curiosi. Anche la scelta di suddividere il programma giornaliero in quattro sezioni è molto efficace: si comincia con una Prefazione Teatrale, un incontro fra spettatori e protagonisti del festival. Si parla dell’arte dello spettacolo, di tecnica, di storia del teatro di animazione nelle diverse realtà nazionali o locali e delle esperienze personali. Subito dopo, in prima serata, spettacoli per tutti, senza limiti di età. Il loro contenuto è volutamente semplice ma le proposte sono sempre di grande livello artistico.

 

In tarda serata, dopo le 22,30, due appuntamenti in contemporanea con proposte molto più impegnative, in genere riservate agli adulti. L’edizione del 2010 ha registrato la presenza di Gigio Brunello, uno dei più grandi talenti del teatro di animazione italiano; la compagnia greca Antamapantahou, straordinaria nell’arte delle marionette a filo. Fra gli appuntamenti per tutto il pubblico, le compagnie: Arrivano dal Mare; Allegra Brigata Sinetema; S.T. Alfa Teatro; Vladimiro Strinati; Rocamora Teatre.

 

A rappresentare la Sardegna, gli organizzatori de Is Mascareddas ed il Rivverun Teatro. Infine, l’ultima serata caratterizzata dalla straordinaria presenza del gruppo franco-argentino Bululu Theatre, di Horacio Peralta. Per la lettura, ci si è avvalsi della grande capacità recitativa degli attori Ferruccio Filipazzi e Sergio Diotti. Due anche quest’anno i laboratori rivolti ai bambini, un corso di costruzione e animazione di burattini di carta: Bucanieri, pirati e filibustieri, curato da Donatella Pau, di Is Mascareddas; Danzacrobazia, laboratorio a cura della coreografa Enrica Spada e del docente di acrobatica Esteban Quifer (Barcellona). Due anche gli eventi espositivi. All’interno della Casa baronale: Facce da Mare, una mostra bibliografica e per le strade del paese Animarcord, una serie di quaranta gigantografie, foto scattate da Enrico Cambedda, che hanno ripercorso la storia del festival ed impresso su carta la varietà e le poetiche visuali dei suoi tanti protagonisti.

 

Il progetto del festival è sostenuto da: Ministero per i Beni e le Attività Culturali; Assessorati al Turismo, Commercio ed Artigianato; Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Sardegna; Presidenza e Assessorato alla Cultura e Identità, Spettacolo e Sport della Provincia di Cagliari; Fondazione Banco di Sardegna; Amministrazione Comunale di Teulada: “Questo periodo di ristrettezze economiche in ogni campo, in particolare in quello della cultura, non ha impedito all’amministrazione comunale e alla Compagnia Is Mascareddas di offrire ai nostri concittadini ed ai turisti una rassegna di altissimo livello”, dice il sindaco Gianni Albai. “Questi sforzi sono stati capiti ed apprezzati dalla gente, che con la sua calorosa partecipazione ha contribuito a decretare, anche quest’anno, un grande successo dell’evento. Questo risultato ci ripaga dei sacrifici fatti far crescere negli anni il Festival”.