Il formaggio sardo con i vermi è passato  agli onori della cronaca internazionale, perché ritenuto “il formaggio più pericoloso del pianeta” ,  per il Guinness dei Primati 2009.  Anche lo studioso Riccardo Di Corato,  nel suo monumentale catalogo sui formaggi d’Italia, aveva banalizzato questo  formaggio e aveva scritto: “Su casu marzu…è una varietà del Fiore Sardo ottenuta mediante un procedimento di fermentazione naturale (…) con latte pecorino, ha forme variabili (…). Si caratterizza per la presenza di vermi …(…).

Una variazione del gusto la si ottiene aprendo un foro a fondo cieco nella forma, colmandolo d’olio e richiudendo con parte del tassello tolto. Dopo adeguata stagionatura, la pasta si fa più morbida, quasi burrosa”. Di Corato  pare ignorasse che la trasformazione del formaggio avvenisse a causa dell’intervento della mosca Piophila casei. La mosca in realtà inietta  sul formaggio le sue larve che trasformano la pasta del formaggio in una crema. L’insetto,secondo gli esperti, non è una mosca comune e  non può sopravvivere   nello stomaco umano.

Su casu marzu,  bezzu,  giampagadu, frazigu, pudrigadu è sempre stato per i pastori sardi frutto di magia, di circostanze inspiegabili,  di eventi sopranaturali o solo il  frutto della  trasformazione naturale  di una forma di  formaggio realizzata con latte crudo estivo che, a causa dell’alta temperatura o delle giornate di  scirocco, maturava a cabidanni (settembre) quell’inusuale pasta morbida, burrosa, succulenta e piccante.

 

 

Ricetta: 

Ingredienti: Poddine, fresa ispaccada e turrada, casu giampagadu,   grappoli di uva moscato, carote, zucchine, fagiolini, un vasetto di marmellata d’arancia Bresca Dorada di Muravera, olio extravergine d’oliva. In una pentola con acqua calda salata, scottate leggermente le carote sbucciate e tagliate a tocchetti. Scolatele ancora croccanti con un mestolo forato. Nella stessa acqua lessate i  fagiolini mondati. Scolateli sempre croccanti. Infine, lessate  le zucchine tagliate a listarelle e scolatele sempre quando sono ancora croccanti. Sistemate al centro della tavola su casu giampagadu. Distribuite le verdure sui piatti individuali e conditele con un filo d’olio. Accompagnate i contorni con cucchiate di casu giampagadu, pane poddine e  fresa ispaccada bevendoci sopra un buon vino rosso. Terminate  con una abbondante cucchiaiata di casu giampagadu e  marmellata d’arance bevendoci sopra un buon vino passito.  Cena o pranzo completo e appagante