Novantuno bandisti, di cui 27 allievi, provenienti dalle Bande di Villacidro, Seui, Villamar, Guspini, Serramanna e Siliqua, per quattro giorni (dal 26 al 31 agosto) hanno seguito le lezioni di 11 docenti, specializzati per sezioni strumentali, e hanno partecipato per il terzo anno consecutivo al Corso di approfondimento musicale per strumentisti e allievi di banda, organizzato dalla Banda Santa Cecilia di Villacidro. La località prescelta, anche stavolta, è stata Montarbu in Seui, grazie alla disponibilità dell’Ente Foreste: scenario ideale per concentrarsi sull’approfondimento musicale.

 

I docenti vengono da esperienze di tutto rispetto: il professore olandese Jo Cojaerts, sovrintendente del Corso, Chiara Vidoni di Udine, Arturo Andreoli e Loretta Foschetti di Manerbio, Angelo Bolciaghi di Milano, Maurizio Floris e Maria Bonaria Todde di  Siliqua, Leonardo Sarigu di Pula, Carlo Serra di Cagliari, Ignazio Pilloni di Iglesias e Marco Caboni della Banda di Villacidro, direttore del Corso.

 

Il corso articolato in diversi momenti prevedeva lezioni per sezione strumentale e d’insieme e lezioni riservate ai giovanissimi. Sono stati sperimentati modernissimi strumenti didattici, forniti dalla Banda di Villacidro, che da quest’anno ha rivoluzionato le metodologie d’insegnamento. Tra le novità da segnalare la presenza di una nutrita classe di bambini dai6 a12 anni, che da circa 3 mesi hanno lo strumento. Seguiti con particolare attenzione, sono riusciti a realizzare un concerto adatto alle loro possibilità.

 

L’esperienza del Corso è partita tre anni fa  come una scommessa: dimostrare che le Bande possono fare ben altro oltre le esibizioni nelle cerimonie civili e religiose e che tra i musicisti vi sono elementi che possono crescere culturalmente ed artisticamente. Il corso ha acquistato di anno in anno uno spessore culturale sempre più valido, non solo per l’impegno dei musicisti ma anche per la qualità dei docenti.

 

L’Associazione di Villacidro non è nuova a queste iniziative. Da dieci anni cerca nuove strade per dare alla Banda una dimensione diversa, al passo con i tempi e i gusti musicali, senza abbandonare la tradizione, portando avanti iniziative anche a carattere internazionale: concorsi, rassegne, sfilate. Il tentativo non è solo svecchiare ma aprire nuove prospettive ai musicisti che desiderano fare esperienze a contatto con le moderne tendenze musicali e le contaminazioni dei generi.

 

Seguita già dal primo anno dal docente dell’Università reale di Musica di Mastricht (Olanda) Jo Cojaerts, con la direzione didattica del Maestro Marco Caboni, ideata e organizzata dal Direttivo della Banda di Villacidro, l’iniziativa ha registrato un altro salto di qualità da tutti i punti di vista: logistici, didattici ed artistici.

 

La collaborazione della Banda Rossini di Seui è stata più efficace: è riuscita ad avere il contributo della Provincia dell’Ogliastra, che ha messo a disposizione un congruo numero di tenso,  strutture per garantire lo svolgimento delle lezioni per sezioni di strumenti e d’insieme.

 

I docenti, alcuni già presenti dalla prima esperienza, sono riusciti a montare un concerto finale di buon livello artistico con musicisti provenienti da esperienze diverse, eseguito nel campo di calcetto  di Seui e seguito da un folto pubblico.

 

Il concerto è stato suddiviso in 4 parti la prima ha visto il gruppo d’insieme degli 11 docenti che ha eseguito il brano Intrada scritto per l’occasione da Jo Conjaerts, la seconda parte dal gruppo d’insieme della PrimArmonia diretti dal Maestri Carlo Serra e Marco Caboni, la terza parte dai piccoli allievi, provenienti dalla propedeutica, diretti dal Maestro Marco Caboni. L’ultima parte è stata affidata al Complesso Bandistico di Montarbu associazione temporanea delle Bande partecipanti, diretta dai Maestri. Angelo Bolciaghi, Arturo Andreoli, e Chiara Vidoni.

 

Seui può diventare un punto d’incontro e di elaborazione e sperimentazione musicale non solo per i musicisti che operano nelle Associazioni musicali sarde ma anche in altre realtà italiane e straniere. In questa direzione sono stati già avviati interessanti contatti per un scambio tra realtà diverse.

 

Questa esperienza è unica in Sardegna e una delle poche in Italia condotte tra l’altro in regioni che hanno una situazione ben diversa sia dal punto di vista economico e di sostegno da parte delle Regioni. L’iniziativa meriterebbe maggiore attenzione da parte degli Enti pubblici per i contenuti didattici e artistici e le prospettive che si aprono per l’insegnamento della musica in Sardegna.