19 Giugno. Un’insolita brezza soffia tra gli eucalipti che circondano la chiesa di San Giovanni dei Fiori. Ultimi scampoli di primavera prima dell’arrivo dell’estate. Siamo alla periferia di Oristano, nel regno del Gremio dei Contadini, l’associazione che ogni anno, nell’ultima domenica di Carnevale, organizza la Sartiglia, una delle ultime corse alla stella presenti in Europa. Tra pochi giorni, il Presidente Nando Faedda e tutti i soci del Gremio, renderanno omaggio, con una grande festa, a San Giovanni Battista.

 

Oggi però c’è un altro appuntamento importante. L’idea è venuta a su cumponidori di quest’anno, Attilio Balduzzi, il cavaliere in maschera che ha condotto splendidamente l’edizione 2008 della Sartiglia: riunire intorno a una tavola imbandita tutti i capicorsa del Gremio dei Contadini. Una rimpatriata senza precedenti per festeggiare la buona riuscita della giostra: 24 stelle centrate e l’en plein della pariglia di testa composta da Attilio Balduzzi, cumponidori, Livio Urru, segundu cumpoi, e Sandro Solinas, terzu cumpoi.   

All’appello hanno risposto quasi tutti i protagonisti degli ultimi 60 anni di Sartiglia. Il più anziano, Antonino Fiori, cumponidori del 1952, è tra i primi ad arrivare. “Attilio ha avuto una bellissima idea, ritrovarsi qui, a San Giovanni dei Fiori, con gli altri cavalieri è un’emozione fortissima”.

 

La presenza di Antonio Fiori offre l’occasione per ricordare aneddotti e particolari delle corse andate. “Cinquantasei anni fa – dice Fiori – la Sartiglia era diversa. A partire dalla preparazione e dalla bardatura del cavallo de su cumponidori, affidate ai soci del Gremio. Era una Sartiglia più povera, più semplice, ma forse più genuina e per questo più amata dagli oristanesi. Ricordo l’allegria che accompagnava la vestizione del capocorsa, con i canti in sardo e il suono delle launeddas”.

 

Non la pensa così un altro veterano della giostra equestre, Antonio Caddeo, classe 1934, cumponidori della Sartiglia del 1957. “Prima si lasciava troppo spazio all’improvvisazione. I cavalieri non si preparavano con la stessa cura di oggi, le condizioni di vita erano diverse, chi aveva l’onore di essere scelto da s’Oberaju Majori doveva fare i salti mortali per riuscire a conciliare l’impegno preso con il proprio lavoro. Un altro aspetto importante – aggiunge Caddeo – è  rappresentato dai cavalli: quelli utilizzati oggi sono di un altro pianeta. Negli anni ’50 i purosangue erano solo un sogno per chi correva la Sartiglia”.

 

Il salone attiguo alla chiesa di San Giovanni diventa così lo scrigno dei ricordi e delle testimonianze più autentiche della corsa alla stella. “Volevo dividere la gioia per la buona riuscita della giostra di quest’anno con il Gremio e con i cavalieri che mi hanno preceduto – dice Attilio Balduzzi – per me è stato un onore grandissimo vestire i panni de su cumponidori. Mi sono preparato a lungo, senza trascurare nemmeno un dettaglio. Tutto questo però non sarebbe bastato senza l’aiuto della buona sorte”.

 

Un’edizione quella del 2008 che sarà ricordata come una delle più belle in assoluto: per la bravura de su cumponidori (doppia stella con la spada e con su stoccu), per il numero dei bersagli centrati, per la grande cornice di pubblico che ha assistito alle discese dei sartiglianti.

 

“Attilio è stato grande – dice Annadina Cozzoli, prima e unica rappresentante del gentil sesso ad aver indossato i panni del capocorsa nel 1973 – della sua prova si parlerà a lungo”. Annadina è una donna energica e diretta, una persona che ispira subito simpatia. Racconta senza reticenze le difficoltà e gli ostacoli incontrati 35 anni fa quando il Gremio dei Contadini le affidò l’incarico di guidare la Sartiglia. “In città erano molti gli scettici. Una donna-cumponidori non si era mai vista. Per questo mi preparai con cura, sapevo di avere addosso un grande carico di responsabilità.

 

Non volevo deludere il Gremio, ma soprattutto volevo dimostrare che anche una donna può correre la Sartiglia alla pari dei maschietti”. La sua fu una splendida edizione. Annadina riuscì a centrare la stella prima con la spada e successivamente con su stoccu.  “Non dimenticherò mai quel giorno – sottolinea su cumponidori del 1973 – ma il ricordo più bello è un altro. Qualcuno, dopo la corsa, citò una profezia di Nostradamus: quando una donna violerà la solenne corsa, la città alla bocca degli stagni diventerà grande. Oristano, l’anno successivo, divenne provincia”.

 

Tutti hanno una storia da raccontare. A cena, dopo un buon bicchiere di vino, si svelano anche particolari tenuti segreti per anni. Una festa allietata dalla presenza dei tamburini e dai trombettieri della Sartiglia. Nella sala risuonano le note tipiche de su passu de su cumponidori, le stesse che accompagnano la cerimonia della vestizione, l’incrocio delle lame tra il capocorsa e su segundu, lo scambio della spada con su stoccu tra su cumpoi e il presidente del Gremio.  

 

Attilio Balduzzi ha pensato a tutto. Alla fine della cena arriva per tutti i cavalieri una gradita sorpresa: i presenti ricevono una stampa di Federico Fadda, cavaliere-pittore, cumponidori egli stesso nel 2007.

 

Un dipinto da conservare come ricordo di una bella serata, una rimpatriata tra amici che il Gremio vorrebbe istituzionalizzare. Ma a questo si penserà nei prossimi mesi. La festa intanto va avanti. Nella notte oristanese brilla alta nel cielo la stella dei sartiglianti.