A volte lo sport regala storie straordinarie ed emozionanti, storie di uomini che in barba ai professionismi moderni compiono grandi imprese. Ma altre volte è profondamente ingiusto perché a queste imprese dà lustro solo in base al peso economico o nazional popolare. Va da sé che gli straordinari gesti atletici di sportivi che militano nei cosiddetti sport minori finiscano in una dimensione d’oblìo che arriva a livelli imbarazzanti.

 

La storia che vi raccontiamo dà l’esatta dimensione di come si possa diventare campioni del mondo ma in pochi, anche nella tua città, ne siano al corrente. La vicenda avviene in Sardegna, a Nuoro: è la storia di Antonello Verachi, campione mondiale di Powerlifting 2006. Il powerlifting è una disciplina che nasce dalla pesistica ma sarebbe riduttivo definirlo una branca della stessa: nel mondo conta molti più iscritti del sollevamento pesi tradizionale, specialmente nei paesi di cultura anglosassone, e presto forse diventerà disciplina olimpica. 

 

Proprio da qui parte la nostra chiaccherata informale con Antonello Verachi, nuorese di 36 anni, da 4 praticante della disciplina del powerlifting con un palmarès assolutamente invidiabile che parla di numerosi titoli sardi, di quattro titoli italiani, due titoli europei e il mondiale vinto del 2006 con tanto di record con oltre 600 kg sollevati, record che non è stato battuto nella rassegna iridata 2007, che Antonello ha saltato per infortunio.

 

“La decisione del CIO di inserire il powerlifting nella lista delle discipline olimpiche – dice  Antonello – sarebbe un grande mezzo pubblicitario per la disciplina e darebbe agli atleti quella visibilità che in alcune parti del mondo è inesistente”.

 

La spinta in questo senso viene dai paesi dell’area anglosassone, con in testa gli Stati Uniti, dove la disciplina ha molto successo, con una forte spinta economica da parte delle ditte che producono abbigliamento sportivo ed integratori. “Le uniche resistenze”, spiega Antonello Verachi, “arrivano dall’Italia che ha posto delle condizioni sulla questione arbitrale: il CIO chiede due arbitri per federazione, l’Italia ne vorrebbe di più”.

 

Tornando al campione del mondo, la sua passione nasce in età matura (sportivamente parlando) grazie a un amico di Nuoro che già praticava da anni questa disciplina: Rudy Agus, campione mondiale powerlifting nel 2005. Il talento innato l’ha portato a vincere subito e ad arrivare ai vertici mondiali diventando così una star di questo sport, con tanto di accoglienze trionfali e attenzioni da parte dei media. A questo proposito Antonello ci racconta aneddoti divertenti come “l’accoglienza a suon di cornamuse in Scozia” o di un atleta, arrivato poi secondo, “che ha passato diverse ore a spiarmi”, o di un fotografo russo “intento a fotografare altri soggetti piuttosto che la premiazione”.

 

A proposito di premiazione l’iridato nuorese si riempie di orgoglio nel precisare che sul gradino più alto del podio iridato lui c’è salito “con la nostra bandiera, quella dei quattro mori”.  Il suo attaccamento alla Sardegna ci dà modo di parlare di come le istituzioni, da quelle sportive alle politiche, abbiano poca considerazione dell’attività di Antonello e di chi pratica questo tipo di disciplina.

 

Qui iniziano le note dolenti: le strutture di allenamento erano totalmente assenti, addirittura lui, Rudy e Angelo Puddu di Oniferi (vincitore di otto titoli italiani) non si allenavano neanche in una palestra vera e propria ma in un locale a Sarule, di proprietà di un loro amico. Nulla a che vedere con le superpalestre americane. “Ma in ogni caso – ironizzano Antobello e i suoi amici – “ci sono più trofei in quello scantinato che in una qualsiasi palestra attrezzata. È un peccato: non tanto per noi, ma per il patrimonio giovanile che si rischia di dilapidare: nella zona di Nuoro ci sono tanti ragazzi promettenti”.

 

Proprio per questo pochi giorni fa il campione iridato in compagnia di altri giovani nuoresi appassionati della disciplina ha aperto a Nuoro una nuova associazione culturale e sportiva, la Sótziu Sardu Pesos, con l’obiettivo di dare visibilità alla disciplina e avvicinare nuovi potenziali campioni.

 

Il sodalizio si occuperà di sollevamento pesi in generale riprendendo così la grande tradizione nuorese in questo campo, le attività verranno svolte presso la palestra Coni di via Lazio a Nuoro. La presenza di Antonello e dei suoi colleghi sarà un richiamo sicuramente importante per le nuove leve. Del resto si parla della palestra più titolata d’Europa.

 

Per quanto riguarda le istituzioni politiche, anch’esse non fanno abbastanza, né da un punto di vista di supporto vero e proprio (“il massimo dell’offerta è stato il patrocinio della Provincia per i campionati del mondo”) né sul versante della promozione della disciplina. Sarebbe interessante promuovere delle iniziative per avvicinare i giovani a questo sport e far sapere ai nuoresi che abbiamo dei campioni del mondo in casa.

 

Le istituzioni non devono lasciare da soli coloro che attraverso le loro grandi imprese sportive dànno lustro alla nostra terra, il rischio è sempre quello di perdere dei campioni che vanno ad affermarsi altrove.

 

Questo non è comunque il caso di Antonello, che spiega: “Per me è impossibile andare ad allenarsi fuori, pur non mancando le offerte di società titolate: la prima motivazione è di carattere economico, nel powerlifting non c’è una dimensione professionistica e quindi è impensabile l’idea di lasciare il lavoro”.

 

La seconda ragione è dettata “dal mio profondo legame con la mia terra che non lascerei mai neanche a costo di dovermi allenare in una situazione precaria. Anzi le difficoltà mi rendono doppiamente orgoglioso dei risultati ottenuti”.