La storia di un paese si riflette nei solchi di un viso attempato mai arresosi all’ineluttabile trascorrere del tempo. Un volto affaticato eppur sorridente capace di trasmettere forti ed intense emozioni grazie alla vivacità di due occhi che comunicano senza proferire parola. Il silenzio, in questi casi, è un grande maestro. Cercare di rubare parole povere di significato con l’intento di comprendere questo amabile viso e la storia che da esso trapela priverebbe il nostro animo delle suggestioni migliori. Sarebbe più saggio affidarsi alle intuizioni e alle percezioni provate in uno sguardo contemplativo e attento a cogliere anche le particolarità all’apparenza insignificanti. Queste ultime offriranno la chiave di risoluzione del profondo desiderio di conoscenza.

 

Sono proprio queste sensazioni a destare un primo e indimenticabile stupore nel fare ingresso nel cuore dell’Ogliastra, esattamente a Lanusei, cittadina situata su una località collinare ad una altitudine media di 620 metri, passando dai 500 metri della stazione delle ferrovie complementari della Sardegna ai 750 metri del quartiere Su Tauli, il più elevato dell’abitato.

 

È solo nel XIV secolo che il suo nome appare in un documento con la denominazione di Lanuse de montibus Judicatus Ullastre. Si tratta del ruolo delle imposte dovuto dai singoli paesi d’Ogliastra ai pisani, sotto il cui dominio si trovavano all’inizio del medesimo secolo. Il registro è stato compilato a Cagliari nel 1316, ma quando gli Aragonesi, sette anni più tardi, tolsero a Pisa il controllo dell’Ogliastra, portarono quel registro a Barcellona, dove lo conservarono negli archivi della Corona col titolo di Rentas de Cerdeña. In seguito all’occupazione aragonese, i territori dell’Ogliastra e del Sarrabus vennero uniti sotto il nome di Contea di Quirra affidata al nobile iberico Berengario Carroz. La spartizione di queste terre nel corso del 1800 permise l’ampliamento del territorio di Lanusei che si estende per 5.338 ettari divisi in due parti: una adiacente al centro abitato e l’altra, per l’appunto, in zona di Quirra.

 

Dal tuo balcone lo sguardo spazia dalle pendici del Monte Idolo, dove vedi Arzana, Elini ed Ilbono, alle montagne candide lontane dove vedi Baunei, Triei, Santa Maria Navarrese, Lotzorai, agli scogli rossi di Cea, alla collina vulcanica di Barisardo. Il mare ti sembra averlo sotto i piedi quando il maestrale libera dalla foschia le pianure intermedie, scriveva il canonico Flavio Cocco descrivendo Lanusei nel suo lavoro sulla storia dei paesi della diocesi d’Ogliastra.

 

Incanta realmente questo meraviglioso panorama che accompagna lo sguardo in un gioco di morbidi tornanti che trovano il loro sbocco naturale nell’intenso abbraccio col mare. E quest’ultimo sembra dare maggior risalto ai forti colori di queste vallate e alla posizione centrale del paese di Lanusei che osservato dalla costa richiama alla memoria l’immagine di un anfiteatro naturale dominante lo spazio circostante.

 

Anche addentrandosi tra le strade cittadine e nei numerosi vicoli lastricati che si arrampicano sul costone della montagna dando l’idea di un luogo dal sapore vagamente medievale, mai si perde di vista quel rincorrersi di cime e valli tipiche del panorama ogliastrino. Circondato da boschi di lecci, castagne e roverelle, Lanusei possiede un territorio dall’inestimabile ricchezza ambientale: il bosco di Selene è una delle perle più preziose dell’intero territorio ogliastrino, meta ambita soprattutto nel periodo estivo dove si può trovare ristoro all’ombra di alberi secolari o tra i sentieri da percorrere a piedi o in bicicletta che permettono di ammirare, oltre ad una ricca vegetazione con molte specie della macchia mediterranea, anche i siti archeologici più interessanti.

 

Rimangono pochi resti del nuraghe Gennaccili circondato da un agglomerato di circa duecento capanne che formavano il villaggio e da due tombe dei giganti. Altri cinque nuraghi e quattordici probabili aree di insediamento arricchiscono il patrimonio archeologico di tutto il territorio. Pure dai monti Tricoli (1211 m.) e Armidda (1270 m.) si può restare affascinati da paesaggi incontaminati e popolati da diverse specie di animali selvatici: cinghiali, mufloni, rapaci e pernici. Il Monte Tricoli, inoltre, ospita l’osservatorio astronomico F. Calium, la cui posizione è particolarmente vantaggiosa in considerazione dell’assenza di inquinamento luminoso. È aperto al pubblico e gestito dall’Associazione ogliastrina di astronomia. Ad esso complementare è il Planetarium presente nel liceo ginnasio, anch’esso aperto al pubblico.

 

Essendo collocata al centro dell’Ogliastra, Lanusei è diventata un punto di riferimento per i paesi circostanti grazie anche alle numerose istituzioni pubbliche che si trovano nel centro abitato: il tribunale, l’ospedale civile, vari uffici regionali, l’ente foreste, la casa circondariale, l’azienda Asl n. 4, il distaccamento dei vigili del fuoco e i numerosi istituti di istruzione superiore.

 

L’economia del territorio è basata dunque sul settore terziario pur con qualche attività collaterale legata all’agricoltura e alla pastorizia, seppur in misura molto ristretta. Questa centralità del settore amministrativo è ritenuta di fondamentale importanza dal sindaco Tonino Loddo che da un anno è alla guida di questo centro. La sua riflessione si spinge oltre ciò che offre attualmente la cittadina per soffermarsi ad un aspetto che ultimamente sta catturando l’attenzione di tutti gli ogliastrini e non solo. La maggior parte dei residenti in questo territorio ha salutato con grande favore la nascita della Provincia d’Ogliastra, e il distacco del capoluogo barbaricino che non pareva mostrare grande interesse ai reali problemi di queste popolazioni, sfavorite anche da una scarsezza di collegamenti in grado di unirla ai vari punti dell’isola.

 

Il sindaco sottolinea l’importanza del cambiamento dell’amministrazione provinciale, giacché le sorti del territorio sono ora in mano agli stessi ogliastrini che rischiano però, nell’accesa discussione in atto per la definizione del capoluogo di provincia, di dare corpo a sterili campanilismi che mal si accordano con le problematiche e le necessità del territorio. Il primo cittadino di Lanusei non propende per una soluzione ad esclusivo vantaggio del paese che amministra, ma vede nella presenza di due capoluoghi, Lanusei e Tortolì, con identici diritti e uguali possibilità, la soluzione ad un problema che, se prolungato ed inasprito, potrebbe paralizzare l’intera attività del territorio e accentuare una già diffusa difficoltà di dialogo tra le amministrazioni circostanti.

 

Nelle parole del sindaco la valorizzazione del territorio passa prima di tutto attraverso una conoscenza delle problematiche così come degli aspetti positivi di un’intera zona che permetta di superare barriere di tipo campanilistico. Per questo tiene a sottolineare quanto sarebbe importante la sinergia tra mare e montagna e quanto gioverebbe a tutta la provincia permettere una comunicazione che sappia dare il giusto valore ad ogni centro ma che favorisca anche la riscoperta di ciò che è possibile ammirare semplicemente voltando lo sguardo al di là del proprio orizzonte personale. A questo proposito, è intenzione dell’amministrazione proporre la creazione di una bretella stradale che permetta di raggiungere Tortolì in appena dieci minuti, in grado quindi di attirare un flusso di turismo consistente verso la montagna.

 

E l’offerta turistica di Lanusei si rivolge prevalentemente alle famiglie, agli anziani e a tutti coloro che desiderano trascorrere un periodo di totale relax al fresco della montagna. E in riferimento a ciò si auspica un potenziamento delle strutture ricettive in grado di accogliere sempre più turisti. Tra le iniziative portate avanti dal Comune per la valorizzazione del centro abitato spicca l’acquisto di alcune case situate in un unico rione che, restituite ai loro splendori originari, costituiscono la sede del museo cittadino.

 

L’idea di fondo è quella di dare vita ad uno spazio che raccolga le opere degli artisti d’Ogliastra. Già il prossimo luglio sarà possibile ammirare un fondo artistico rappresentato dalle opere donate dalla moglie di un grande pittore ogliastrino: Franco Ferrai. Inoltre l’amministrazione in collaborazione con il Museo Man di Nuoro è impegnata nell’organizzazione di una mostra che vede come protagoniste le sette tele presenti nella Cattedrale di Lanusei, opera dell’artista Mario Delitala.

 

Attualmente nei locali del museo si svolgono le lezioni dell’Università della libera età che offre a giovani e meno giovani la possibilità di ampliare il proprio bagaglio culturale frequentando corsi di filosofia, diritto, lingue straniere, ma anche ballo, fotografia e scacchi. La vita culturale di Lanusei si manifesta attraverso occasioni comuni a molti paesi della Sardegna, quali le feste tradizionali.

 

Quella dei Santi Cosimo e Damiano è molto sentita e si divide in due tempi. La prima parte si festeggia in agosto, quando il simulacro del Santo viene condotto in processione, all’alba, alla chiesa campestre a circa 1000 m. d’altezza per un percorso di 6 chilometri. Il simulacro rimane nella chiesetta per circa un mese e il suo ritorno in paese a settembre sancisce la conclusione della festa. Non mancano però, tra gli avvenimenti culturali, le rassegne musicali e teatrali che maggiormente rispondono alle esigenze delle nuove generazioni.

 

Tra le varie associazioni socio-culturali quella intitolata a San Giorgio Vescovo merita una particolare menzione. Nell’impegno profuso a favore della valorizzazione del territorio, da quattordici anni propone un concorso letterario dedicato a San Giorgio che cerca di dare risalto soprattutto alle idee dei giovani ogliastrini. Quest’anno la giuria ha premiato, tra le opere edite, una pubblicazione di Don VincenzoPirarba su Monsignor Virgilio e una di autori vari sui paesi dell’Ogliastra. Mentre a ricevere il premio tra le opere inedite è stata la tesi di laurea sull’architettura religiosa e delle chiese campestri elaborata da una ragazza di Cardedu.

 

Oltre che centro amministrativo, Lanusei dal 1927 è diventata anche capitale religiosa con sede della diocesi. Sono presenti all’interno della cittadina la Curia vescovile e il seminario, il collegio salesiano sorto nel 1898 dove si sono formate gran parte delle personalità sarde che hanno dato lustro alla Sardegna dell’autonomia. Tra i monumenti di Lanusei il posto principale spetta alla cattedrale dedicata a Maria Maddalena, attualmente sottoposta a lavori di restauro. Stile classico a tre navate, archi di comunicazione tra le cappelle delle navate laterali, la chiesa è arricchita dalle decorazioni artistiche di Delitala che interessano il Coro ed entrambi i lati dell’altare maggiore, nonché sette tele dello stesso artista. Un ulteriore stimolo alla riflessione e alla cura dello spirito è offerto anche dal Santuario della Madonna d’Ogliastra, dalla chiesa di Cristo Re e dai santuari campestri di S. Maria Ausiliatrice e dei Santi Cosma e Damiano.

 

Volendo cogliere tutti gli aspetti che caratterizzano questo centro abitato non si possono tralasciare i profumi e i sapori tipici della tradizione gastronomica. Le passeggiate tra le vie del centro stimolano un particolare appetito che si può soddisfare pienamente assaporando diversi tipi di pane (su pistocu, su pane lentu, is cocois e su pane pintau), i gustosi culurgionis, una sottilissima sfoglia di pasta, rigorosamente chiusa a mano, che racchiude un ripieno di patate e formaggi insaporito da foglie di menta, i dolci delle occasioni festive (pàrdulas, guefos, ecc. ) da accompagnare con i delicati vini prodotti nelle vigne ogliastrine.

 

Gran parte del territorio di Lanusei è attraversato dalla linea ferroviaria Trenino Verde che si snoda dal centro abitato fino alle alture di Pitzu Cucu e Su Carmu da cui si ammirano gli incantevoli paesaggi delle vallate dell’Ogliastra e che lasciano spazio ad un intimo dialogo del sé con il mondo. Recita la poesia Ritorna al tuo paese di Anna Addis, artista di Lanusei:

 

Quando il tuo cuore è stanco per la corsa

vana ed assurda che ogni giorno corri

lungo le vie del mondo

ed hai bisogno di un’ora di pace

ritorna al tuo paese e siedi

là in alto

sotto grappoli di stelle

sui colli più belli del mondo:

la quiete

dolce medicamento d’ogni affanno

lieve si scioglierà dentro le vene

e tu riposerai.

 

Quando il tuo cuore avrà seguito invano

un grande amore

e ormai deluso crederai per sempre

di non poter più amare

ritorna al tuo paese e fermati

là in alto

davanti al mare più bello del mondo:

come d’incanto dentro le tue vene

si scioglierà il tuo folle amore

e tu sorriderai.

 

Quando il tuo cuore sarà sbigottito

dal male dell’uomo

e inaridito non avrà più la forza

di perdonare

ritorna al tuo paese e appressa

le labbra asciutte alla divina coppa

di lievi brezze odorose

di mare e di mentastri

di azzurro e di silenzi:

un sentimento dolce e struggente

lentamente entrerà nelle tue vene

e tu perdonerai.

 

Anche non essendo nativi del luogo si può apprezzare questo invito di ritorno alla patria o di arrivo in un luogo che per le suggestioni che trasmette potrebbe diventare paese d’elezione del proprio animo.