L’incanto di un luogo nasce dalla capacità di lasciarsi attrarre dalle sue magie che si rivelano nella brillantezza dei colori, nella leggiadria di suoni ancestrali, nella freschezza di passioni antiche o nell’armoniosità di paesaggi seducenti. Se poi ad esso si accompagna la musicalità di alcuni versi magistrali il rapimento sconfina nell’eternità. „Kennst du das Land, wo die Zitronen blühn / im dunklen Laub die Orangen glühn / ein sanfter Wind vom blauen Himmel weht / die Myrthe still und hoch der Lorbeer steht“ (Conosci il luogo dove fioriscono i limoni / dove nell’oscuro fogliame ardono le arance dorate. / Un mite vento soffia dal cielo azzurro / e un alto mirto posa tranquillo sull’alloro).

 

Sono i versi di Johann Wolfgang von Goethe ad accompagnare questo viaggio alla scoperta delle meraviglie di una località ubicata nella costa sud orientale della Sardegna, alla quale ben si addicono e che paiono descrivere uno dei suoi paesaggi più belli. Muravera col suo fiabesco abbraccio verso il mare svela delicatamente sfumature e contorni di un luogo reso magico dal suggestivo intreccio di colori e profumi che lasciano immediatamente intendere il suo splendore. Situata su una valle fluviale la cittadina è il centro più importante della regione storica del Sarrabus.

 

Ad una altitudine che varia dai 7 ai 20 metri s.l.m. essa si circonda delle frazioni di Capo Ferrato, Colostrai, Costa Rei, Feraxi e Piscina Rei contando una popolazione residente che supera i 5.000 abitanti e che cresce abbondantemente nella stagione estiva. L’elemento principale del suo fascino è proprio il mare a pieno contatto col quale si suppone sorgesse il nucleo dell’antica città spostatosi poi nell’entroterra per via delle continue incursioni della pirateria. Testimonianza di questi eventi sono le torri presenti nel territorio, imponenti strutture difensive costruite dagli antichi abitanti e che segnano ancor oggi e con rinnovato vigore le tracce di un tempo lontano carico di significato.

 

Una di esse è la Torre dei dieci cavalli o de la Puerta, costruita in epoca spagnola in difesa delle temute invasioni dei barbari africani. Prende il nome dai dieci uomini a cavallo che la presidiavano e sorvegliavano provvedendo ad avvertire la popolazione in caso di avvistamento di incursori. Si trovava in collegamento visivo con la Torre Salinas  e con quella di Capo Ferrato, nate anch’esse con l’intento di evitare le razzie degli invasori. Fu in attività fino al 1774, anno in cui il Conte Ferrero Della Marmora decretò l’abbandono del luogo e il licenziamento della guarnigione. Ma la presenza umana in questo territorio risale al 5000 a.C. come testimoniato dal complesso megalitico di Piscina Rei costituito da 22 menhir e dalla presenza di un blocco granitico probabilmente utilizzato come area sacrificale data la presenza di una cavità idonea alla raccolta di liquidi.

A testimonianza delle varie epoche storiche rimangono in questo territorio tracce visibili di tempi e civiltà differenti che il logorio del tempo non ha comunque cancellato come la fortezza di “Baccu di Monte Nai” di età punica o i resti dei villaggi romani costruiti lungo le coste che ancor oggi rappresentano una delle migliori attrattive del paese. Infatti percorrendo i 32 Km di litorale si possono ammirare paesaggi incantevoli immersi nel verde dove l’azzurro del mare si accompagna alla brillantezza della sabbia finissima e dove il fascino delle calette solitarie invitano ad una piacevole sosta.

 

Territorio a prevalente vocazione turistica esso dispone di numerose strutture ricettive per una svariata tipologia turistica: dal semplice bed&breakfast al villaggio turistico fornito di ogni confort e di grande qualità. Sono presenti inoltre dei campeggi e delle piazzole attrezzate per la sosta dei camper. L’economia di questa località non racconta solamente di esperienze nate dalla sapienza moderna ma porta con sé il vigore di antichi retaggi.

 

Pur se temute per le terribili incursioni, le coste sono state da sempre fonte di sostentamento per i suoi abitanti. La pesca infatti era praticata e abbondante e ancor oggi ricopre un ruolo fondamentale nell’economia muraverese con la presenza nel territorio di tre peschiere che con l’allevamento di pesci e mitili rappresentano una risorsa preziosa per l’intera zona. Altra attività di remote origini e che si lega indissolubilmente a questo centro è la coltura degli agrumi particolarmente favorita dalla mitezza del clima e dalla possibilità di sfruttare la vasta pianura alluvionale del Flumendosa. Dal 1979 opera alle porte del paese la Centrale Agrumicola i cui soci sono agrumicoltori di tutto il Sarrabus.

 

La sua attività iniziale di raccolta e immissione sul mercato dei prodotti conferiti dagli associati è cresciuta nel tempo ed attualmente si assiste anche alla trasformazione degli agrumi in marmellate e aranciate, anch’essi presenti sul mercato. A questi frutti il paese dedica dal 1961 una sagra capace di attrarre numerosissimi visitatori che hanno la possibilità di avere a disposizione i migliori prodotti locali e di ammirare per le vie del paese la grande sfilata di numerosi gruppi folcloristici provenienti da tutta l’isola: un “assaggio” di ciò che l’isola può offrire a quel turista volenteroso di scoprire gli angoli più nascosti di una terra ricca e generosa. Immancabile a questo evento la presenza di uno strumento “sopravvissuto ad un passato di quasi tremila anni senza aver subito sostanziali mutamenti” a detta dell’etnomusicologo monacense Felix Karlinger e che in questo territorio ha probabilmente le sue origini: le launeddas.

 

Infatti questa zona costiera è uno dei centri cardine di questa esperienza interpretativa sia per la capacità di dare forma concreta alla materia prima, sia per la maestria nel conferire senso e profondità a quel soffiare regolare e accordato. E proprio all’arte dei suoni e agli strumenti musicali è dedicata attualmente la mostra Abitare la musica negli spazi del museo comunale intitolato alla nobile Donna Francesca Sanna-Sulis e situato nel centro storico del paese. Percorrendo a piedi i suoi vicoli stretti si ha la possibilità di scoprire la ricchezza del patrimonio storico archeologico e rimanere affascinati da alcuni interessanti monumenti come la Chiesa di S. Nicola da Bari, edificio eretto nel 1500 in stile tardo-gotico che presenta al suo interno un altare in marmo policromo portato a compimento da G.B. Asquer nel 1767 e due retabli in legno dorato di stile barocco.

 

Sulla piazza della parrocchiale si affaccia anche l’ex palazzo comunale datato alla fine dell’800 recentemente ristrutturato e oggi adibito a sede del giudice di pace. Imboccando la via Montis si giunge alla “Domu de is candelajus” uno dei modelli di casa sarrabese conservatasi intatta e risalente al 1790, visitabile al suo interno e che testimonia un tempo vissuto intensamente. Nonostante l’avvento della modernità che si avverte nella parte più esterna dell’abitato, il suo centro più antico continua a raccontare una storia di parole e immagini racchiuse tra le assi lignee di enormi portali, storie di lavoro e fatiche quotidiane che si annidano tra le pietre delle costruzioni che paiono rivivere allo sguardo dell’osservatore.

 

Suggestiva la vista del Portico Petretto nel cuore del centro storico, monumento risalente alla fine del XVII secolo costruito ad arco che sostiene un corridoio balconato necessario a mettere in comunicazione le due case ai lati della strada di proprietà della famiglia Petretto soprattutto durante i violenti acquazzoni che si abbattevano sulla zona. Proseguendo verso il Rione Santa Lucia, nel quale era situato l’antico villaggio di Petrera, si giunge in prossimità della Chiesa dedicata alla Santa protettrice della vista, risalente al XVI secolo e che stupisce per la sua semplicità e il senso di raccoglimento che suscita. Al patrimonio storico-architettonico fanno da cornice le bellezze paesaggistiche che non si limitano alla presenza di superbi litorali, ma che annoverano tra sé anche elementi naturali di grande fascino come la foresta di Baccu Arrodas, un fitto bosco di macchia mediterranea dove si può visitare l’omonima miniera all’interno della quale si estraeva l’antimonio e l’argento.

 

L’antica carrettiera è tutt’ora percorribile ed è attrezzata per le soste nelle lunghe passeggiate al riparo dall’afa estiva. Molto importanti da un punto di vista naturalistico sono anche gli stagni presenti nel territorio di Muravera. Quello di Torre Salinas, dove durante la siccità estiva si era soliti raccogliere il sale per uso domestico e quello di Colostrai divenuto oasi faunistica di notevole interesse per la presenza di diversi uccelli migratori, tra cui i bellissimi fenicotteri. Osservare le loro danze immersi in una natura complice e armoniosa restituisce all’animo una piacevole sensazione di pace interiore che si vorrebbe condividere con una persona cara. E per invitarla a visitare quei luoghi forse basterebbe rievocare i versi finali della strofa del maestro tedesco : „Kennst du es wohl? / Dahin! Dahin / Möcht ich mit dir, o mien Geliebter, ziehn.“ (Lo conosci quel luogo? Laggiù! Laggiù, o mio amato, voglio andare).