L’incisione, dalla puntasecca fino all’acquatinta, è stata sempre la sua più grande passione a lungo coltivata con Gabriella Locci. Insieme, alla fine degli anni Settanta, hanno dato vita a un sodalizio che è andato avanti per quasi trent’anni.

Marinella Ornano racconta con nostalgia, e quasi si commuove, quando parla degli inizi di quell’esperienza.

 

“Era un confronto continuo tra di noi, ma non c’era nessuna rivalità. Ogni tanto la nostra casa-studio si apriva a qualche altro artista, come l’acquerellista Leo Pes. C’era chi veniva semplicemente a trovarci o per guardare i nostri lavori. Amavamo la pittura e volevamo dare corpo alla nostra creatività che non si esauriva nel lavoro preparatorio dell’incisione. La gioia più grande doveva ancora arrivare con la stampa della lastra e per questo avevamo comprato un torchio da un artigiano nuorese. Che emozione quando ci trasferivamo nella stanza–laboratorio e poi, soddisfatti, ci scambiavamo i nostri lavori. Con una mia cartella di incisioni, negli anni Novanta, ho partecipato con successo al Festival dei due Mondi di Urbino. Purtroppo l’impegno a scuola e le esigenze della famiglia mi hanno impedito di dedicare più tempo all’arte, anche se non ho mai smesso di dipingere” .

Le figure umane, con quei volti sognanti e severi, spesso dipinti con qualche imperfezione, sono i soggetti preferiti di Marinella Ornano, studi all’Artistico completati alla Scuola di Urbino, insegnante di Disegno e di Storia dell’Arte fino a qualche anno fa. Basta guardare le sue prime incisioni: uomini e donne sempre a stretto contatto, parlano e si cercano con lo sguardo quasi a sottolineare la voglia di di comunicare. Nei suoi dipinti l’artista ci proietta dentro il quadro della vita e ci mostra le sequenze del tempo che scorre.

Marinella Ornano osserva il mondo come affacciata da una finestra. Ha voglia di stare in mezzo alla gente, ma talvolta preferisce documentare ciò che accade nel quotidiano. Guarda e interpreta, mentre gli uomini sfilano.

“Mi è sempre piaciuto descrivere luoghi affollati. Di solitudine ce n’è fin troppa. Ecco perché nel mio mondo dipinto compare l’umanità intera, ognuno con le sue passioni e ambiguità” .

Dall’incisione all’olio, dall’acrilico alla tecnica mista: la stessa ispirazione emerge nelle tele che adornano le pareti della sua grande casa nel litorale di Quartu S.Elena. Personaggi reali compaiono nei suoi lavori in cui emerge l’uso sapiente dei colori sempre molto caldi e sui quali staccano con potenza il giallo, il blu e il rosso. Nulla è affidato al caso, anche i contrasti sono voluti perché l’armonia cromatica è la caratteristica principale della pittura di Marinella Ornano che avrebbe potuto fare e avere di più dal mondo dell’arte, ma non si rammarica per le scelte di vita che ha compiuto.

Piuttosto il ricordo del passato la porta a fare alcune considerazioni sul momento artistico che vive Cagliari. “Molte cose sono cambiate recentemente e, ahimè, non ci sono più né il fervore, né la spinta culturale degli anni Settanta. Tante gallerie hanno chiuso, poche accettano la sfida del nuovo e difficilmente investono sui giovani artisti e, per loro, tutto diventa più difficile” .