Si piegano al soffio impetuoso del vento i rami di un grande albero selvatico, mentre le onde si frangono sulla riva accavallandosi in un biancore di schiuma. Le ragazze corrono, con i teli in mano, all’affannosa ricerca di un riparo.

Nei dipinti di Manlio Masu predominano il mare e l’universo femminile; ma sono proprio loro -le bagnanti- a rappresentare meglio la parte più accattivante e dolcemente romantica dell’artista algherese, che non ha mai dimenticato gli anni vissuti a Nuoro.

Al mare, la donna sceglie, quasi sempre, cale solitarie per offrire al sole, distesa sulla sabbia dorata, tutto il suo corpo, parzialmente coperto da grandi stoffe colorate. Non v’è mai traccia di un uomo nelle vicinanze. Al contrario di quanto accade nelle tele di Cezanne o Renoir, l’universo maschile sta in ombra, resta in disparte e, come il pittore, osserva con discrezione per non spezzare la magia di quel momento fortemente intimo e poetico. Chi osserva il quadro è lì, in silenzio, con il suo sguardo estraneo e quasi innocente, accanto all’artista. Scruta con discrezione, da lontano, senza nessuna carica di eros, con una ammirazione muta e grata.

Marine deserte, vecchie barche abbandonate su cale nascoste; ragazze sulla spiaggia o distese al sole; oppure affacciate alla veranda di casa, altre che si specchiano, modelle tristi; infine le opere di carattere sacro, la montagna, i campi fioriti e le nature morte. C’è tutto questo nella produzione artistica di Manlio Masu, cominciata nel 1963, con la prima mostra personale, a Calangianus, e dunque lunga oltre cinquanta anni.

Da allora, ogni tela racconta la misura e la serenità interiore di un grande artista che dipinge, da sempre, una terra di luce morbida; che si riflette anche quando i suoi soggetti sono interni di case oppure le assolate campagne dell’Interno su cui spiccano i monti di bianco calcare osservati attentamente negli anni di una fanciullezza lontana, ma mai dimenticati.

È come sfogliare l’album dei ricordi custoditi in cartoline di un’epopea perduta: guardateli bene quei quadri. Vi accompagneranno indietro nel tempo e vi regaleranno spicchi di vita vissuta, e non solo per il piacere di ricordare chi siete stati.

Manlio Masu conosce bene l’animo umano e sa che, in fondo, tutti abbiamo bisogno di un piccolo rifugio, magari soltanto per allontanarci dal caos e dai ritmi frenetici della nostra esistenza. C’è, se si vuole, uno spazio in cui recuperare un po’ della propria intimità e della propria storia; e, forse, quel luogo non è poi tanto lontano da noi. Basta cercarlo con più attenzione e scrutarlo con una nuova prospettiva.

La pittura di Manlio Masu suggerisce anche questo, mentre regala, grazie alla dolcezza dei colori tenui e a un accordo cromatico mai eccessivo, lievi e profonde emozioni. E crea, attorno a chi osserva, atmosfere di tranquillità o, se volete, di una serenità che incanta.

“In fondo, ci si chiede spesso, perché l’arte deve sempre far rumore?”

 

Tonino Oppes